Ius soli, Borghi (economista) spiega la bufala: "Rischi e perdite culturali ed economiche"

14 ottobre 2015, Marta Moriconi
Ius soli, Borghi (economista) spiega la bufala: 'Rischi e perdite culturali ed economiche'
Primo via libera al provvedimento che rivoluziona la cittadinanza italiana. Italiani si sarà non solo per diritto di sangue, ma per "ius soli temperato". Come funzionerà? Basta che un genitore abbia il permesso di soggiorno o se si sia fatto un ciclo di istruzione in Italia. Per la Lega, che ha parlato attraverso il segretario Matteo Salvini, si tratta di una "schifezza". Ma la domanda è: farà davvero bene all'economia e alla ripresa del Paese, come ritengono i dem e chi ha sostenuto questo cambiamento? Lo abbiamo chiesto a Claudio Borghi, economista e leghista doc, impegnato in Toscana anche relativamente a una proposta in materia...

Borghi, con lo ius soli l'economia italiana riparte o no? 

"Sinceramente non si capisce quale volano sarebbe per l'economia. Si dice che queste decisioni possano far bene all'economia ma nel momento stesso in cui si registra una carenza di manodopera. Quindi, se in un territorio non si riesce ad aumentare il numero delle fabbriche o delle imprese come si vorrebbe, perché non ci sono abbastanza lavoratori, allora è giusto aprire all'immigrazione in questo modo. L'esempio banale è l'America o l'Australia. Quando c'erano territori immensi che dovevano essere colonizzati, allora era ovvio che un flusso abbondante di manodopera potesse essere strumentale alla crescita del Paese".

Ma ora e in Italia è utile o no? 

"In momenti in cui vi è una fortissima disoccupazione la situazione si ribalta. Questo flusso di lavoratori, parliamo di immigrati con cittadinanza che probabilmente saranno disoccupati, assorbono risorse. In buona sostanza la popolazione già esistente dovrà farsi carico del welfare di questa persona. Quindi dovremo pagargli la sanità, un sostentamento, i famosi 35 euro al giorno e così via; d'altra parte questo succederà sia per via diretta che per via indiretta se per ipotesi l'immigrato decidesse di delinquere. Una persona si deve mantenere in qualche maniera, e indipendentemente dalla nazione da cui arriva, se fosse anche un norvegese e non trovasse di che mangiare, è chiaro che agirebbe criminalmente. La delinquenza, dunque, è un costo che pesa sulla società".

Questo è un rischio. Ma un altro non è quello che spesso e volentieri gli immigrati rigirano, per così dire,  i propri guadagni verso il loro Paese d'origine, costruiscono case etc...

"Ma è naturale. Nella contabilità del Paese si sono sempre segnate in termini positivi le famose rimesse degli emigrati. Senza essere un genio di ragioneria, è evidente che gli immigrati che sono qui portano delle rimesse che per il bilancio del nostro Stato son da segnare come termini negativi. Non riesco a vedere quali potrebbero essere le positività di questo provvedimento. Penso che proprio di questi tempi la cittadinanza sia un bene prezioso".

Perché in questi momenti la cittadinanza è preziosa? 

"Non deve essere regalata, come quelle idee tipo "se nasci nell'aereo uno puoi volare gratis per sempre", mi sembra più una promozione pubblicitaria. La cittadinanza si acquisisce non per caso, ma per merito. Sono qui, mi comporto bene, lavoro e guadagno questo diritto. Direi che tutti quei tentativi che ci sono ogni volta che si cerca di fare una legge di questo tipo, dicendo che non si possono fare leggi diverse per i cittadini italiani rispetto ai non cittadini pur residenti, secondo me sono una cretinata. La Costituzione parla chiaro: tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. Lo straniero è disciplinato in altra materia".

Ha in mente qualcosa di specifico?

"Sì, faccio un esempio di quanto sto cercando di fare in Regione Toscana. Se io mi rendo conto che le coppie italiane hanno un serio problema di natalità e voglio fare un bonus per le nascite, io rischio di essere osteggiato perché sto facendo una discriminazione tra chi è cittadino italiano, e chi no. Questa cosa mi comporta che le risorse che io potrei dare per incentivare le nascite delle famiglie italiane, dove c'è il problema, rischiano di venire accaparrate da famiglie di immigrati non cittadini richiamati dallo ius soli, che è un incentivo pazzesco. Alla fine non sto risolvendo niente per le famiglie italiane e vado a creare cittadinanze regalate e più soldi a chi proprio non ne ha bisogno, perché il tasso id natalità degli stranieri è molto diverso dal nostro. Insomma, non potrò agire in modo mirato". 

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]