Da Romanzo Criminale a Suburra: quando la vita criminale diventa mito giovanile

14 ottobre 2015, Micaela Del Monte
Quando la vita criminale diventa mito e i "carnefici" un esempio da seguire: da Romanzo Criminale a Suburra passando per Gomorra e Acab, l'elogio della malavita (e della violenza) sul piccolo e il grande schermo è ormai all'ordine del giorno.

Più che un elogio, in realtà, alla base di tutto ci sarebbe voglia di denunciare quelle che sono le organizzazioni criminali che hanno contagiato, e che lo fanno tutt'ora, il nostro Paese. Una critica alla nostra società che prova a smascherare i personaggi negativi della storia moderna dell'Italia e ad insegnare ai giovani cosa comportano certe scelte e certe azioni, ma soprattutto cosa c'è dietro alle guerre interne che coinvolgono da sempre sia i colpevoli ma anche gli innocenti.

Da Romanzo Criminale a Suburra: quando la vita criminale diventa mito giovanile
Sembra però che lo scopo informativo di queste pellicole venga totalmente frainteso. E sono in particolar modo i giovani a farlo, prendendo come esempio quei criminali che venivano invece rappresentati per insegnare qualcosa.
Tutto invece sfocia in una mitizzazione del crimine e del criminale, dove la mitomania latente di tanti ragazzi si manifesta con l'interpretare dei personaggi oscuri della nostra "piccola" storia. Così se ne assorbe il carattere e se ne interpreta il ruolo per sembrare, seppure soltanto nel loro mondo di ragazzi, un po' più forti e un po' più grandi.

In quanti dopo il boom di Romanzo Criminale si sono fatti chiamare "Dandi" o "Il Freddo" o si sono dati soprannomi per riconoscersi nel proprio gruppo di amici? In quanti hanno cominciato ad uscire di casa con il coltello in tasca, o ad aggredire chi li affrontava per avere il dominio sulla loro piazzetta di quartiere e sentirsi il capo della banda?

E così è stato anche con Gomorra e forse anche un po' con Acab (il film che ha sancito l'esordio cinematografico di Stefano Sollima, regista anche della serie di Romanzo Criminale e proprio di Suburra).

Insomma, forse tra qualche mese dopo i membri della Banda della Magliana e gli spacciatori del clan Savastano, tra le strade delle nostre città incontreremo ragazzi che nella corruzione dei politici e nella speculazione edilizia vedono solo il fascino di una pellicola cinematografica pronta ad essere assimilata e rappresentata nuovamente nella vita reale. 
Così dopo la malavita (Romanzo Criminale), lo spaccio (Gomorra) e alle lotte contro le autorità (Acab), forse anche la corruzione diventerà un atteggiamento da idolatrare e interpretare.

Quello di Suburra però è piuttosto una previsione, una proiezione delle passate organizzazioni criminali sul presente. Uno scenario futuro basato sulle esperienze precedenti, soprattutto romane, dove anni e anni di Banda della Magliana hanno generato le menti criminali che vogliono Ostia come la nuova Las Vegas. 

E se ad essere influenzati dal passato non fossero solo gli eventi di Suburra, ma anche i ragazzi che ai tempi delle altre serie tv erano giovani influenzabili, non possiamo fare altro che pensare che la futura Roma di Sollima è già presente.

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