Def a confronto, quello attuale e quello del 2014

14 ottobre 2015, Luca Lippi
Def a confronto, quello attuale e quello del 2014
La legge di stabilità del governo Renzi per il 2015 (quindi elaborata nel 2014) era composta su uno scheletro riassumibile in 7 punti. Li rivediamo per avere un confronto con il Def in discussione di cui abbiamo elencato i punti più importanti ieri.

1) Lavoro: il noto Jobs Act, prevista la piena deducibilità ai fini del calcolo dell’Irap, del costo del lavoro per tutti i lavoratori assunti contratto a tempo indeterminato. - Stanziati 400 milioni di euro per gli ammortizzatori sociali. - Garantiti due anni di stipendi per i dipendenti delle province in fase di ricollocamento, dal 2017 scattano le procedure di mobilità.- Possibilità di anticipare il Tfr in busta paga in tre anni. - Taglio delle risorse ai patronati (da 150 milioni di euro è scesa a 35 milioni).

2) Imprese: taglio dell’Irap per gli autonomi che usufruiscono di un credito d’imposta del 10%, non avendo dipendenti e non potendo dedurre il costo del lavoro avrebbero subito una penalizzazione dall’aumento dell’aliquota Irap al 3.9% (dal 3,5%). - P.Iva e regime minimi beneficiano di un regime forfettario con un’imposta sostitutiva al 15 per cento. Sotto il tetto dei 20mila euro complessivi non serve nemmeno la verifica. Sarà possibile utilizzare il regime dei “minimi” per i redditi cumulati fino a 20.000 euro. I contribuenti attualmente ai minimi possono però continuare a fruire del regime agevolato (5%) fino alla naturale scadenza (5 anni di attività o 35 anni d’età). Una notazione sul fatto che tutto è stato sospeso in corso!  - Alle imprese oltre il bonus sulle assunzioni si aumenta il fondo di garanzia per le piccole medie imprese fino a 499 dipendenti che potranno compensare i crediti con la PA e col Fisco

3) Famiglia: riconferma del bonus di 80 euro (diventa strutturale), altri 80 euro/mese sono stati previsti per le famiglie con Isee inferiore a 25mila euro sotto forma di bonus-bebè per ogni figlio nato o adottato tra l’1.1.2015 ed il 31.12.2017. Sotto i 7 mila euro di Isee famigliare il bonus raddoppia. Solo per il 2015 sono stati poi stanziati 45 milioni per erogare un buono acquisto da 1000 euro a favore delle mamme con almeno 4 figli ed un Isee inferiore a 8500 euro.

4) Tasse: Tasi confermato il tetto del 2,5 per mille fissato per il 2014. - Sul fronte delle detrazioni confermati sia il credito di imposta per i lavori pari al 50% di recupero abitativo e quello del 65% per interventi di efficentamento energetico, stesso “sconto” anche per gli interventi di prevenzione antisismica.  - Canone rai confermato a 113,5 euro. Aumento dell’Iva sul Pellet da 10 a 22%

5) Pensioni: Arriva il tetto pari all’80% dello stipendio sugli assegni futuri, compresi quelli in corso, per i lavoratori (magistrati e professori inclusi). Eliminate le penalizzazioni per chi anticipa il pensionamento avendo maturato 42 anni di contributi al 31 dicembre 2017 senza però aver compiuto 62 anni di età. - Per effetto dell’aumento della tassazione a carico dei fondi pensione, salita dall’11,5 al 20%, e sulle casse di previdenza, il cui prelievo passa dal 20 al 26%, le pensioni integrative future saranno più magre. Soprattutto per quei lavoratori che decideranno di dirottare in busta paga il Tfr.

6) Fecondazione eterologa: Nasce il Registro dei donatori, che garantisce di fatto l’applicazione della sentenza della Consulta che rende possibile anche in Italia la fecondazione eterologa.

7) Privatizzazioni: La gara per l’affidamento del gioco del Lotto viene anticipata di un anno. - Composta la normativa per definire la cessione della rete elettrica di Fs a Terna. La modifica prevede l’inserimento nella rete di trasmissione nazionale di energia elettrica della rete di trasmissione di proprietà del gruppo Fs. - Prevista la chiusura o l’accorpamento delle società partecipate. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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