Def, uso del contante e Milano: la moral suasion di Librandi

14 ottobre 2015, Fabio Torriero
Def, uso del contante e Milano: la moral suasion di Librandi

Prendiamo due fatti, due eventi politici non da poco e mettiamoli insieme. Componiamoli. L’intervento di Gianfranco Librandi, esponente di Scelta Civica, tesoriere del partito e membro della commissione Bilancio della Camera, che interviene in Aula sul Def. Il suo contributo evidenzia le cose che vanno nella politica economica di Palazzo Chigi e le cose su cui doverosamente bisogna spingere l’acceleratore.

Librandi parla “di cambio di marcia del governo, di maggiore velocità”, indicando anche alcune scelte da fare subito. Qualche esempio: “Dobbiamo agire sull’Ires e sull’Irap fin dal 2016, aggredire in modo più diffuso la spesa pubblica, applicare la clausola degli investimenti che permette di attenuare moderatamente il percorso di rientro dal deficit pubblico, in cambio di spese atte a modernizzare gli asset infrastrutturali”. E, con le parole d’ordine coerenti col suo dna di imprenditore (“dare più ossigeno alle imprese”), ossia “la diminuzione delle tasse, povertà zero, sviluppo sostenibile, soluzione definitiva del dramma esodati e centralità del Mezzogiorno”, Librandi ha annunciato il sì del suo gruppo alla nota di aggiornamento al Def e alla risoluzione di maggioranza.

Detto fatto. Questa è storia recente. Ma la cosa più importante è che il premier Renzi ha accolto le sue indicazioni e quelle del suo partito, confermando una politica riformatrice e liberale ormai oggettiva. A cominciare da una battaglia storica di Librandi (la prova è un’intervista a IntelligoNews, oltre un anno fa): il limite dell'uso dei contanti a 3000 euro, come da media europea. E Renzi, proprio ieri, ha annunciato che la decisione sarà contenuta nella prossima legge di Stabilità.

Una battaglia che ha registrato un consenso trasversale: da Dorina Bianchi a Ciraci, da Bombassei a Zanin, da Dambruoso alla De Girolamo, dalla Ravetto a Lupi, dalla Meloni a Rampelli. Insomma, da Forza Italia a Ncd, passando per Fratelli d’Italia.

Semplice condivisione a 360 gradi o prove tecniche di ascolto per futuri scenari?

La “moral suasion” (così la possiamo definire) di Librandi non si limita alle indicazioni tecniche ed economiche, ma va oltre. Prendiamo il sito www.siamomilanesi.it. Una vera e propria fucina, un laboratorio in progress per costruire una politica nuova per Milano “dal basso”, dalla parte della gente, dove siano gli stessi cittadini a pensare il programma. Una sorta di civismo virtuoso. Che fa il paio con la svolta lessicale e politica di Scelta Civica per le elezioni, ossia Cittadini per l’Italia. Il sito “siamo milanesi.it”, infatti, è emanazione del soggetto politico di Librandi (Unione italiana), che federandosi al progetto montiano, ha consentito il suo ingresso a Montecitorio.

Viaggiando al suo interno scopriamo alcuni nomi ricorrenti. Gli stessi cofirmatari della proposta riguardante i contanti. Nomi che vengono spesi per un sondaggio sul candidato doc per Milano: Lupi, Dambruoso, Della Vedova, con prevalenza per il questore della Camera.

Unendo quindi, queste due realtà, non possiamo che notare un grande lavoro. Da una parte, la convergenza su temi unitari dal punto di vista sociale, economico; e poi, il dialogo tra eserciti in marcia di avvicinamento, per ridefinire l’area dei moderati. Grazie alla moral suasion di Librandi.
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