Non definitelo uomo o donna. E' neutro per i giudici francesi. Ha vinto il gender?

14 ottobre 2015, intelligo
Non definitelo uomo o donna. E' neutro per i giudici francesi. Ha vinto il gender?
Non è un uomo ma neanche una donna. Chi è? Un “neutro”. E' la sentenza, destinata a far discutere, emessa dai giudici francesi che hanno riconosciuto come tale una persona i cui cromosomi sessuali non sono identificabili come tipicamente maschili o femminili. 

Nel lessico tecnico un individuo che presenta simili caratteristiche è definito “intersessuale”. La persona chiedeva ai giudici di riconoscergli il diritto di scrivere due parole, assolutamente nuove e inedite almeno in Europa tanto che si parla di primo caso a livello comunitario: “sesso neutro”. Così i togati del tribunale di Tours hanno accolto la richiesta dell'individuo. Si tratta di un 64enne che al momento della nascita presentava, secondo quanto attestato dal suo medico curante, una “vagina rudimentale” e un “micro-pene” senza tuttavia i testicoli. 

Quando è nato ne hanno “classificato” il sesso come maschile anche se non era propriamente così. Al punto che questa situazione con il passare del tempo e degli anni ha finito per provocare nel 64enne uno stato di frustrazione e sofferenza. Lo racconta il diretto interessato in un'intervista a 20 Minutes, spiegando che “da adolescente ho capito che non ero un ragazzo. Non avevo barba, i miei muscoli non si rafforzavano; al tempo stesso pensare di poter diventare una donna mi era impossibile”. Di qui la decisione di rivolgersi ai giudici per rivendicare il diritto a veder riconosciuto il suo status sessuale sullo stato civile: “neutro”, appunto. E adesso che succede?

Di certo la sentenza ha già provocato i suoi effetti, nel senso che il Comune di Tours dovrà correggere il suo atto di nascita, lo stato civile e tutti i documenti anagrafici del 64enne. Nella sentenza, i giudici specificano che “non si tratta di riconoscere l'esistenza di un 'terzo sesso' ma di prendere atto dell'impossibilità di indicare l'interessato come di questo o di quell'altro sesso”.
C'è da chiedersi se questa sentenza aprirà la strada a casi analoghi. Intanto c'è già chi nel dibattito e tra le polemiche che ne sono seguite, ipotizza l'apertura di “un'autostrada per la teoria gender”. 

LuBi
autore / intelligo
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