Rivoluzione Inps, attacco alla 'dirigenza'. Boeri: "Nessun dissidio con Renzi"

14 ottobre 2016 ore 10:42, Luca Lippi
Ne avevamo già parlato ma la situazione si è evoluta e soprattutto concretizzata, il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha annunciato la firma degli atti amministrativi, tecnicamente note come “determinazioni” che daranno il via definitivo al piano di riorganizzazione dell’Istituto di previdenza.
Gli atti sono stati necessari per sciogliere il nodo riguardante la divisione di ruoli e poteri tra presidente e direttore generale, i criteri di selezione dei nuovi dirigenti e la possibilità di effettuare nuove assunzioni con i risparmi derivanti dalla riduzione delle direzioni. 
Boeri ha spiegato che i nuovi atti recano “alcune modifiche dettate anche dalle osservazioni ricevute dai ministeri”. 
Nella nuova organizzazione dell’Istituto si passerebbe da 48 a 37 direzioni, compreso l’organo interno di valutazione (Oiv). 
In particolare la determina di Boeri sulle funzioni centrali e territoriali dell’Inps punta a un dimagrimento da 33 a 14 delle direzioni centrali e a un rafforzamento da 15 a 22 delle strutture territoriali di rango dirigenziale. 
L’obiettivo “un modello organizzativo sempre più focalizzato sui servizi all’utenza”, soprattutto lo snellimento secondo boeri è necessario e sufficiente per garantire il decollo dell’Ape.
In sostanza intende affermare che senza riordino dell’inps tutta la Riforma pensioni salterebbe?
Boeri ha ricordato che per l’uscita anticipata dal mercato del lavoro sono coinvolte anche le banche e le assicurazioni ma “il nostro personale dovrà diventare un consulente personale per fornire tutte le informazioni”. 
Il taglio delle direzioni dovrebbe garantire risparmi per 8 milioni di euro, secondo quanto detto dallo stesso presidente, risorse che potrebbero essere utilizzate per finanziare parte di un piano di assunzioni per 900 giovani laureati. 
L’ipotesi sembra tuttavia scontrarsi con i vincoli tuttora previsti sulle assunzioni nella Pa e i limiti imposti dai diversi piani di spending review implementati negli ultimi anni (l’età media dei dipendenti è superiore ai 50 anni e sono previsti un migliaio di pensionamenti quest’anno e 8-900 l’anno prossimo in un regime di perdurante blocco del turn over).
Ad oggi si scontra anche con la strategia del governo di voler rilanciare i concorsi pubblici, ma pare bene non si parli affatto del riordino dell’Inps, probabilmente si sta intensificando un temporale sull’economista alla guida dell’inps.

Rivoluzione Inps, attacco alla 'dirigenza'. Boeri: 'Nessun dissidio con Renzi'


In una intervista rilasciata alla Stampa Boeri ammonisce che  “Senza la riorganizzazione dell’Inps sarà difficile l’attuazione del piano di anticipo pensionistico. L’Inps dovrà essere il centro di una rete fra banche, assicurazioni, imprese e lavoratori. Per noi è una grossa sfida. Abbiamo il dover di informare adeguatamente i contribuenti sulle implicazioni di scelte difficili. Per farlo abbiamo bisogno di più dipendenti preparati sul territorio”.  
Riguardo i dissidi con i dirigenti attuali all’interno dell’Inps, Boeri risponde alle domande del giornalista con enfasi: “La fusione fra Inps, Inpdap ed Enpals è avvenuta a freddo. Da allora non c’è mai stata una vera riorganizzazione. (Tira fuori l’organigramma dell’Inps). Guardi qui: le pare possibile che l’Inps debba avere una direzione per il coordinamento analisi e monitoraggio soddisfazione dell’utenza per la riduzione del rischio reputazionale? Per la pubblicazione dei lavori fatti dai ricercatori coinvolti nel programma VisitInps ho dovuto coinvolgere cinque direzioni generali. Glielo ripeto: cinque”. 
Sul numero delle direzioni generali, soprattutto concentrate a Roma Boeri risponde: “La mia impressione è che il federalismo all’italiana abbia buttato via il bambino con l’acqua sporca. Lo Stato ha abbandonato il territorio. Le autorità locali hanno bisogno di macchine efficienti per erogare i servizi e solo un’amministrazione centrale può ottenere quelle economie di scala che sono essenziali per raggiungere molte persone con costi molto bassi. Quando giro le sedi e incontro i sindaci spesso mi chiedono di aprire punti Inps presso i loro Comuni. Sono disposti non solo a darci locali in comodato gratuito, ma anche terminali e persone dedicate”.   

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]