Manovre da "guerra fredda", Nato schiera truppe (anche italiane) ai confini russi

14 ottobre 2016 ore 12:44, Americo Mascarucci
Tra i quattro battaglioni che nel 2018 l'Alleanza Atlantica invierà al confine con la Russia, è previsto anche un contingente di soldati italiani. 
"Faranno parte di uno dei quattro battaglioni dell'Alleanza schierati nei Paesi baltici" ha dichiarato in un colloquio con La Stampa il segretario della Nato Jens Stoltenberg. 
Il numero uno della Nato ha quindi aggiunto che quella italiana sarà una "presenza simbolica in una forza da 4mila unità. La missione ha la funzione di prevenire un eventuale conflitto". 
Nel 2018 proprio l'Italia sarà il paese guida nel Vjtf, la Task Force di azione superveloce in grado di predisporre un intervento armato in soli cinque giorni in caso di emergenza. 
Ma è dunque concreto il rischio di una guerra fra Russia e Occidente?
Secondo il leader della Nato il pericolo c'è "visto che Putin ha dimostrato la volontà di usare la forza militare contro i vicini. Non voglio speculare troppo sulle sue ragioni. Vedo però cosa fa la Russia. Da anni cerca di ricostruire un sistema basato sulle sfere di influenza in cui le grandi potenze controllano i vicini, per limitarne sovranità e indipendenza. È il vecchio sistema, il sistema di Yalta in cui le potenze si spartivano l’Europa. Non lo vogliamo. Nessuno può violare la sovranità dei singoli Paesi".

Manovre da 'guerra fredda', Nato schiera truppe (anche italiane) ai confini russi
La direzione presa dall'Alleanza Atlantica nell'ultimo vertice di Varsavia è stata comunque quella di rafforzare la propria presenza nell'Europa dell'Est, a rotazione, in particolar modo nei Paesi Baltici e in Polonia. 
La rotazione dei battaglioni sarebbe uno stratagemma per non violare l'accordo del 1997, in base al quale la Nato si è impegnata con la Russia a non collocare soldati in via definitiva nelle ex repubbliche sovietiche.
Sulla questione è intervenuto anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha dichiarato:
"Sul piano strategico è vivo il dibattito sulla minaccia proveniente da Est. Non è mancato chi ha assimilato le frizioni dell'ultimo periodo a un ritorno alla 'guerra fredda'. Ma nessuno può riportare indietro la storia. Né tanto meno - ha continuato Mattarella - appare sensato riproporre il ripristino di una barriera che rievoca fatalmente quella cortina di ferro che umiliò le aspirazioni di libertà di interi popoli e per smantellare la quale fu necessaria la determinazione del mondo atlantico e il lungo percorso messo in campo con la Conferenza di Helsinki".

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