Assunzioni statali, l'economista Rinaldi: “E’ la solita tecnica degli 80 euro utilizzata da Joe Messina-Renzi"

14 ottobre 2016 ore 13:22, Lucia Bigozzi
“E’ la solita tecnica degli 80 euro utilizzata da Joe Messina-Renzi per conquistare Sì al referendum costituzionale”. Non ha dubbi Antonio Maria Rinaldi, economista e docente di Finanza Aziendale all'Università Gabriele d'Annunzio di Chieti che con Intelligonews analizza le ultime mosse del premier in ambito economico e nel settore degli ‘statali’. 

Rimborso pieno per le seconde case dei terremotati, diecimila assunzioni tra medici, infermieri e forze dell’ordine: dove stanno i soldi? 

"Molto probabilmente Joe Messina ha rispolverato la tecnica già utilizzata da Renzi con i famosi 80 euro, per riuscire a conquistare i voti sul sì referendario. Più che operazioni tese a regolarizzare posizioni e ruoli non coperti dal momento che moltissimi settori sono sotto-organico, sono iniziative che se fatte in prossimità di una scadenza elettorale, hanno il sapore della cosiddetta “marchetta”. Abbiamo visto ciò che è avvenuto qualche giorno prima delle elezioni europee coi famosi 80 euro - sottolineo nominali perché poi nella pratica in pochi hanno visto 80 euro pieni - ma evidentemente gli italiani sono ridotti così male da rimanere ancora sensibili a chimere e promesse della serie ‘ti do da una parte, ma ti prendo dall’altra’". 

Assunzioni statali, l'economista Rinaldi: “E’ la solita tecnica degli 80 euro utilizzata da Joe Messina-Renzi'
Sì, ma i soldi ci sono o no? 

"E’ chiaro che le coperture non ci sono; sappiamo anche che la manovra economica che il governo presenterà si aggira intorno ai 24 miliardi, cifra che sicuramente non sarà sufficiente a coprire l’esercizio 2017 e che, come al solito, saranno costretti dopo la prossima estate, a rivedere al rialzo con altre manovre correttive, come peraltro è sempre avvenuto nella storia e come, purtroppo, avverrà sempre". 

Ma da qui a un anno quanto è alto il rischio che simili annunci restino inattuati? 

"E’ altissimo. A meno che non si costringa lo stesso governo a porre in essere prelievi fiscali ricorrendo al l’ormai consolidato sistema delle ‘tre carte’, ovvero mettere altri balzelli, cancellare il nome di qualcuno per poi farlo riaffiorare sotto il nome di qualcun altro e via di questo passo, ma alla fine il risultato è quello di incalzare di più, a danno dei cittadini e del sistema delle imprese. E’ inutile strillare nei confronti dell’Europa per ottenere flessibilità quando sappiano benissimo che i vincoli europei consentono ben poco; fino a quando non ritorneremo nella nostra piena sovranità monetaria tutti questi ‘giochini’ hanno le gambe molto corte". 

Renzi dice “basta con gli impiegati alla Checco Zalone: significa che ci sarà in giro di vite nei confronti di chi non fa il proprio dovere e che magari per 10mila che entrano nella pubblica amministrazione ci saranno i ‘furbetti’ che escono? 

"Credo che il ragionamento di Renzi sia più sottile. Anzitutto va detto che la stragrande maggioranza degli impiegati pubblici è fatta da gente che lavora ed è onesta; la categoria può essere additata come ‘negativa’ perché sono sotto gli occhi di tutti gli episodi dei cosiddetti furbetti, come peraltro esistono ovunque. Per tornare a Renzi, probabilmente un taglio forte dei dipendenti pubblici lo avrà quando tenderà a far privatizzare molte aziende a capitale pubblico. E’ questo ciò che vuole l’Europa ed è forse quello che Renzi, alla fine, si prepara a fare, compresa la privatizzazione di molte municipalizzate e a quel punto, tutti i dipendenti in carico ai Comuni, saranno dipendenti in carico ai privati". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]