Tubercolosi killer, prevalenza di Tbc multiresistente in Europa. Migranti peggio

14 ottobre 2016 ore 15:03, Vanessa Dal Cero
La tubercolosi (Tb) è una malattia batterica prevenibile e curabile, ma la lotta globale contro la sua diffusione non avanza al ritmo sperato. È questa la fotografia che emerge dall’ultimo report 2016 pubblicato dall’Organizzazione mondiale della Sanità, che ogni anno monitora l’evolversi della malattia nel mondo promuovendo azioni di contrasto. I dati pubblicati nel documento rivelano uno scenario grave: con 1,8 milioni di decessi registrati l’anno scorso – più di 4000 morti al giorno, di cui la maggior parte in Paesi in via di sviluppo - la Tb rimane ancora una delle malattie trasmissibili con mortalità più elevata e rappresenta una continua emergenza per la salute pubblica, con il suo enorme carico sanitario, economico e sociale.

Nonostante la riduzione progressiva negli ultimi anni della mortalità complessiva, ad oggi il tasso di riduzione della Tbc è rimasto praticamente lo stesso dell’anno precedente (1,5%); l’obiettivo prefissato a livello mondiale di riduzione del 90% dei decessi entro il 2030 appare sempre più un miraggio. Anche le possibilità di diagnosticare precocemente la malattia, insieme all’utilizzo di trattamenti adeguati e innovativi, non registrano i miglioramenti auspicati, soprattutto in quelle zone del mondo più colpite in termini di decessi e insorgenza della malattia: Sud-est asiatico (in particolare India, Cina e Pakistan) e Africa sub-sahariana (Nigeria e Sud Africa). La tubercolosi, soprattutto infantile, continua a essere un’epidemia sommersa tra le popolazioni più povere, a causa dell’abbassamento delle difese immunitarie favorito da scarse condizioni igieniche e malnutrizione.

La situazione in Europa è migliore, con una diminuzione lenta ma progressiva dell’incidenza della Tbc. Si registra tuttavia un’elevata prevalenza di casi di Tbc multiresistente e una costante insorgenza della malattia nelle fasce più deboli della
Tubercolosi killer, prevalenza di Tbc multiresistente in Europa. Migranti peggio
popolazione, quali senzatetto e migranti provenienti da Paesi dove la malattia è molto diffusa.
L’Italia rimane un Paese a bassa incidenza di Tbc, con meno di 10 casi ogni 100.000 abitanti, grazie anche a un’azione costante di miglioramento del sistema di sorveglianza della tubercolosi, assicurando il rispetto del diritto alla salute dei cittadini italiani e dei migranti, nonché salvaguardando i diritti umani e all’attivazione, già da qualche anno, di un programma straordinario di educazione sanitaria e di formazione degli operatori sanitari.

L’OMS ricorda tuttavia come a livello globale debbano necessariamente intensificarsi gli sforzi, anche finanziari, per aumentare l’efficacia della lotta alla tubercolosi e continuare a salvare vite umane. L’obiettivo, ancora lontano ma pur sempre raggiungibile, rimane quello di garantire in ogni Paese del mondo un accesso universale alla prevenzione, alla diagnosi e al trattamento della tubercolosi.
 

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