Duemila miliardi di galassie piccolissime: Hubble conta anche le invisibili

14 ottobre 2016 ore 23:59, intelligo
di Eleonora Baldo

Un recente studio condotto dallo staff guidato da Christofer Conselice della university of Nottingham sembra mettere in discussione tutte le certezze astronomiche fino a qui raggiunte, ponendo inoltre le basi per rispondere alla domanda che da sempre alberga nelle menti degli studiosi del settore: perché il cielo è scuro di notte?

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica “The Astrophisical Journal”, combinando insieme i dati raccolti da ricerche precedenti – tra le quali anche quella di Adriano Fontana e del suo gruppo di ricerca presso l’INAF, Osservatorio Astronomico di Roma – quelli raccolti dal telescopio Hubble e applicando ad essi particolari modelli algoritmici, ha sconvolto il mondo dell’astrofisica affermando che nell’universo esiste un numero di galassie dieci volte superiore a quanto finora creduto, per un totale di due mila miliardi di galassie.

I nostri risultati rappresentano una prova importante del fatto che le galassie hanno subito un’evoluzione significativa nel corso della storia dell’Universo, riducendosi drasticamente in numero attraverso fusioni successive” ha affermato Conselice illustrando gli importanti risultati raggiunti dal suo gruppo di ricerca. A queste conclusioni è stato possibile giungere grazie alla combinazione delle osservazioni profonde del cielo effettuate, tra anni Novanta e Duemila, dal telescopio Hubble che monitora l’universo da una situazione privilegiata, direttamente dallo spazio, fornendo risultati “puliti” da eventuali interferenze generate dalle luci delle città di cui potevano essere portatori i dati forniti da telescopi a terra. I dati forniti dall’Hubble Deep e dall’Hubble Ultra Deep Field, puntando la stessa regione di cielo per diverse ore e applicando al massimo le capacità osservative dello strumento, hanno evidenziato l’esistenza di un nutrito “sottobosco” di galassie (circa il 90%) troppo debole e lontano per essere visto dai telescopi attuali; galassie, o meglio piccoli addensamenti di stelle che nei millenni si sono fuse dando vita a galassie più grandi così come le conosciamo oggi.

Duemila miliardi di galassie piccolissime: Hubble conta anche le invisibili

Per saperne ancora di più, ed eventualmente vedere ancora una volta rivoluzionate le conoscenze in materia di astrofisica, dovremo attendere il 2018 quando verrà lanciato in orbita un potentissimo nuovo telescopio, il James Webb Space Telescope (JWST) della NASA. 

autore / intelligo
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