'Ius soli' ancora in Senato, è polemica e mobilitazione. Cosa dice la legge

14 ottobre 2016 ore 18:10, Luca Lippi
Il disegno di legge Cittadinanza (ius soli e ius culturae) si è arenato in Senato sommerso da ottomila emendamenti; riguarda i diritti di tantissimi giovani che sono nati o cresciuti in Italia, con cultura e stili di vita italiani, che al momento non possono godere di alcuni diritti fondamentali, come ad esempio il diritto di voto, in quanto non italiani per la legge.
Probabilmente per questo, le senatrici Anna Finocchiaro (presidente della Commissione Affari Costituzionali) e Doris Lo Moro (relatrice) premono per richiedere la calendarizzazione del provvedimento in Aula in tempi brevi, magari anche prima del 4 dicembre 2016.
La Senatrice Finocchiaro, invero, ha chiesto la calendarizzazione per il giorno dopo il referendum allo scopo di evitare che questa legge a cui tiene molto non venga usata in modo strumentale per creare polemica prima del referendum, intanto però, se ne parla nonostante l’evidente ‘disattenzione’. 
La legge sulla cittadinanza attualmente in vigore è stata approvata nel 1992 e stabilisce il principio che viene definito “ius sanguinis” , in base al quale  la cittadinanza italiana viene solo trasmessa dai genitori ai figli.

Cosa recita il testo del disegno di legge?
Per chi nasce in territorio italiano da genitori stranieri si propone la possibilità di acquisire la cittadinanza italiana; almeno uno dei genitori deve però essere in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo (rilasciato agli stranieri extracomunitari che hanno un permesso di soggiorno come minimo da cinque anni e percepiscono un reddito pari almeno all’assegno sociale, hanno un’abitazione adeguata e superano il test sulla lingua italiana) o permanente (rilasciato agli stranieri comunitari che risiedono legalmente e continuativamente in Italiana da almeno un quinquennio).

'Ius soli' ancora in Senato, è polemica e mobilitazione. Cosa dice la legge

Il provvedimento prevede anche che possa acquisire la cittadinanza italiana anche il minore straniero nato in Italia o arrivato in Italia prima di compiere 18 anni e che sia residente da almeno 6 anni e abbia svolto un percorso formativo di durata minima di cinque anni presso uno degli istituti del sistema nazionale di istruzione o un percorso di formazione mirato alla qualifica professionale di durata non inferiore ai tre anni. 
In questo caso la cittadinanza viene concessa dal Presidente della Repubblica su proposta del Ministero dell’Interno e dopo aver sentito il parere del Consiglio di Stato.
Ovviamente i figli minori di chi ha acquisito la cittadinanza italiana diventano italiani a loro volta; il ddl Cittadinanza stabilisce anche che negli istituti scolastici vengano promosse iniziative educative mirate alla conoscenza e alla consapevolezza dei doveri e dei diritti legati proprio allo status di cittadino italiano e prevede che venga istituita una giornata dedicata alla “proclamazione” dei nuovi cittadini.

Perché si è arenato in Senato?
Perché si scontra con l’opposizione della lega che ha firmato la maggior parte (quasi la totalità) degli emendamenti, e anche di tutto il centrodestra. Favorevoli il Pd, Sel, Area Popolare, Per l’Italia-Centro Democratico e Scelta Civica.
Calderoli si è dichiarato orgoglioso di aver bloccato quella che considera una pessima proposta di legge, confermando la sua contrarietà ad un provvedimento che servirebbe al PD per coltivarsi un nuovo elettorato ma che creerebbe dei rischi a livello di sicurezza.

Ieri a un anno dall’ok della Camera al ddL, gli "italiani senza cittadinanza" sono scesi in piazza al Pantheon e davanti alle prefetture di molte città, per chiedere di ottenere un diritto negato: “Il ddl licenziato alla Camera non è quello che avremmo voluto, presenta molte criticità e carenze sul tema delle naturalizzazioni, sulle misure atte a evitare la discrezionalità delle pubbliche amministrazioni nella valutazione delle singole richieste di cittadinanza, sull’introduzione della clausola del possesso da parte di uno dei genitori della Carta di lungo soggiornante, il cui rilascio è legato al reddito e alle dimensioni dell’abitazione, sulla normativa che riguarda i minori arrivati da piccoli in Italia”, in realtà, queste sono le restrizioni trattate al ribasso fra gli appartenenti delle rappresentanze politiche che hanno consentito l’appoggio alla proposta originale del Pd e di Sel. Tolte queste, sarebbe vana ogni possibilità che si possa anche riprendere la discussione in tempi brevi.

autore / Luca Lippi
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