Vola il turismo digitale, gli italiani "viaggiano" sul web come l'Europa migliore

14 ottobre 2016 ore 16:29, Micaela Del Monte
Il web nasconde tante insidie ma è sicuramente un ottimo mezzo, anche per il turismo.  Archiviati i timori delle fregature via internet e messe da parte le incertezze tecnologiche, gli italiani hanno infatti scoperto che per viaggiare bisogna passare dal web. E questo porterà alla fine del 2016 il valore complessivo della spesa turistica generata in Italia attraverso i canali digitali una crescita dell’8%, e toccherà un valore totale di 10,3 miliardi di euro. In un quadro in cui il valore degli acquisti per Turismo e viaggi in Italia, che comprende quelli effettuati da italiani lungo la penisola o all’estero e da stranieri in Italia, supererà i 52 miliardi di euro, con una crescita del 3% rispetto al 2015. Sono i dati presentati a Rimini, a Ttg Incontri, alla durante la terza edizione dell'Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo della School of Management del Politecnico di Milano.

Vola il turismo digitale, gli italiani 'viaggiano' sul web come l'Europa migliore
“Le attività dei primi tre anni dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo hanno evidenziato una situazione molto chiara - s
piega Alessandro Perego, Direttore Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano - da una parte i consumatori finali di servizi turistici digitali in Italia (italiani ed esteri) sono molto vivaci, dinamici, attenti e cambiano velocemente per adattarsi alle nuove opportunità offerte dal digitale; dall’altra parte l’offerta, nonostante abbia introdotto miglioramenti rilevanti negli ultimi anni, fatica a tenere il passo della domanda, a meno di alcune realtà solitamente native digitali e non italiane, in particolare le grandi Internet Company del settore Turismo. Quest’anno, per supportare ulteriormente il settore, abbiamo cercato di indagare ed evidenziare con ancora maggior dettaglio questi disallineamenti domanda-offerta, che nei casi più estremi diventano comportamenti incoerenti, presenti in molti stadi della filiera, dalle destinazioni ai Tour operator, passando da alcuni operatori sul territorio, e in molte fasi del Digital Tourist Journey, in particolar modo in quelle a monte e a valle della prenotazione delle varie componenti del viaggio”.

Segmentando la “spesa digitale”, cioè il transato generato online per l’acquisto tramite eCommerce di un prodotto in ambito Turismo, tra Strutture ricettive, Trasporti e Pacchetti viaggio, le percentuali confermano i dati del 2015: il mondo dei Trasporti raccoglie il 72% del mercato (in crescita del 9% a valore), seguito dalle Strutture ricettive con il 16% (+6%) e dai Pacchetti viaggio con il 12% (+10%) per un valore complessivo che cresce dai 9,5 miliardi € del 2015 ai 10,3 miliardi (+8%).

Dal confronto internazionale emerge una nota chiaramente positiva: non esiste un digital divide italiano nell’utilizzo dei servizi turistici; il turista digitale italiano utilizza infatti il digitale sostanzialmente in linea con quanto avviene negli altri Paesi europei.
C’è però da migliorare quando si parla di strutture ricettive. Vero, cresce l’attenzione verso le attività di customer care, realizzate nell’84% dei casi, e cambiano anche le modalità con cui sono effettuate, ad esempio passando dal questionario alle recensioni.
Eppure resta ferma al 23% la quota di strutture che contattano il cliente a ridosso del viaggio per offrire servizi aggiuntivi e solo il 49% ha un proprio sito web dotato di un sistema di prenotazioni online che abilita a controllare la disponibilità delle stanze.
Altro problema: solo il 57% degli agriturismi e dei B&B è in grado di accettare pagamenti elettronici, con un’accentuazione del problema nel sud del Paese (50%). 
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]