Da "zitelle" a "omicidi": i 6 mesi forti di Francesco?

14 settembre 2013 ore 9:00, intelligo
Da 'zitelle' a 'omicidi': i 6 mesi forti di Francesco?
di Andrea De Angelis Sei mesi fa il mondo scopriva il nome del nuovo successore di Pietro, dopo lo shock delle dimissioni di Benedetto XVI. Una novità quella che fu seguita subito da un'altra, il nome del nuovo Papa: Francesco. Le rivoluzioni, nel corso dei mesi, si sono moltiplicate: dalla residenza "Domus Santa Marta" scelta come abitazione alla decisione di rinunciare alla Croce d'oro, ed ancora il bagno di folla alle udienze senza mai risparmiarsi (anche con condizioni meteo particolarmente avverse), fino alle telefonate e lettere a sorpresa destinate, rispettivamente, a singoli fedeli e noti quotidiani.
Un punto, però, emerge con chiarezza dalla prima metà di anno vissuta con Francesco: i duri, forti rimproveri ai cristiani. Un popolo che dalla rete alla televisione, dai libri ai giornali segue con sempre maggior frequenza ed affezione il suo pontificato.
L'ultima strigliata è arrivata proprio durante l'omelia della Messa celebrata, come ogni mattina, nella piccola cappella di Santa Marta: "Cristiani omicidi". Il riferimento è a coloro i quali "trascorrono la propria vita a giudicare gli altri, e non hanno il coraggio di guardare se stessi". Non è quindi mancato l'ennesimo attacco alle parole pronunciate per ferire il prossimo: "Non esistono chiacchiere che non siano criminali", ha detto a conclusione dell'omelia.
Come dimenticare poi negli scorsi mesi i richiami alle suore ("Siate felici, non siate zitelle!") e ai sacerdoti ("Via le macchine di lusso, sono solo un mezzo per agevolare la vostra missione"), e più in generale a chi gestisce i conventi in modo poco consono ("Non devono trasformarsi in alberghi, ma ospitare i rifugiati"). Le lezioni sono così per laici e consacrati, senza remore di alcun tipo.
Da 'zitelle' a 'omicidi': i 6 mesi forti di Francesco?
I cristiani, questo fu uno dei suoi primi forti appelli, non devono essere "da salotto". Un invito cioè a non battersi il petto e restare inermi dinanzi all'avanzare del male, ma a promuovere il bene con la preghiera e l'azione. "Siate efficaci! Siatelo con la bocca e con le opere!", ha ripetuto in più occasioni ai fedeli di tutto il mondo.
La curiosità e il timore si fondono in un clima di attesa per quelle che saranno, c'è da scommetterlo, le nuove strigliate di papa Francesco. In fondo così si comporta un vero padre, specie quando è arrivata l'ora di cambiare. 
autore / intelligo
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