Aids, sono anziani i più contagiati! Ma arriva il vaccino

14 settembre 2015, Micaela Del Monte
Aids, sono anziani i più contagiati! Ma arriva il vaccino
Secondo l'università australiana di Adelaide,
che ha condotto uno studio su altri studi precedenti relativi al contagio anche un test retrospettivo su 29.000 uomini seguiti per 13 anni, tutti di età superiore ai 60 anni, le malattie sessuali, tra cui anche l’AIDS, sono in aumento. E se aumentano in modo preoccupante tra i giovani anche gli anziani ne sono colpiti più di prima.

La malattie sessualmente trasmissibili sono un rischio per i giovani perché causano danni importanti alla fertilità, mentre negli anziani possono avere complicanze anche mortali. Gli anziani fanno sesso come e quanto i giovani, e come i giovani lo fanno ormai senza alcuna protezione. 

I preservativi non li usa più nessuno e l’AIDS si diffonde a macchia d’olio come negli anni Ottanta. L’indagine, condotta su un campione di 800 persone, mostra che gli uomini che non lo usano lo fanno perché diminuisce il piacere (45%), il 9,5% ammette che ha paura di non mantenere l’erezione nell’indossarlo, l’1% invece rinuncia perché costa troppo. 

Eppure, anche gli uomini che non ne fanno uso, sanno che il rischio di contrarre infezioni sessualmente trasmissibili è alto (46,8%) mentre il 28,50% ritiene che sia basso. Gli anziani, tra l’altro, sono più a rischio dei giovani di contagio da HIV, ci hanno spiegato gli esperti, che ricorderanno a tutti questo rischio durante le settimane del Benessere Sessuale (dal 28 settembre al 3 ottobre).

Inoltre lo studio ha mostrato che gli uomini più anziani (che hanno rapporti sessuali con uomini e che hanno rapporti sessuali con donne) avevano minor probabilità di essersi sottoposti ad un test dell’HIV negli ultimi 12 mesi rispetto agli uomini più giovani. 

Per fortuna però sembra che il vaccino contro l’AIDS potrebbe essere somministrato a partire dal prossimo anno. 

A dichiararlo è stato proprio oggi il direttore esecutivo di UNAIDS, Michel Sidibé, in un’intervista all’agenzia di stampa spagnola Efe, che ha delineato un orizzonte ottimistico in cui questo male non sarebbe più una preoccupazione per la salute pubblica nel mondo. “Penso che l’iniezione inizierà ad essere somministrata a partire dal prossimo anno, perché la scoperta è fatta”, ha riferito il maliano durante una visita a Santiago del Cile nella prima missione a sud dell’America Latina.

L’obiettivo del nuovo vaccino, già in fase di sperimentazione in pazienti in diverse parti del mondo, è sempre quello che i medici definiscono una “cura funzionale”, vale a dire garantire che i pazienti possono lasciare il trattamento di retrovirali quotidiano, lasciando il sistema immunitario intatto e la carica virale ritorna alla normalità
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