Prelievo forzoso e Bail-in: due cose differenti ma preoccupanti entrambe

14 settembre 2015, Luca Lippi
Prelievo forzoso e Bail-in: due cose differenti ma preoccupanti entrambe
 Come spesso accade, su alcuni quotidiani è stato trattato l’argomento del Bail-in confondendolo col prelievo forzoso, è accaduto che si è generata confusione e preoccupazione e allora torniamo a parlarne per chiarire.

La “civetta” ha già trattato la questione a fine maggio (leggi qui) quindi i lettori fedeli hanno goduto del privilegio di conoscere con largo anticipo l’argomento che oggi “preoccupa” i più distratti. Nessuna paura, è tutto piuttosto semplice!

Il governo italiano il 2 luglio scorso ha dovuto approvare la direttiva europea 2014/59/UE relativa alla possibilità di un salvataggio dall’interno delle banche a rischio fallimento.

A sproposito si è parlato di prelievo forzoso e la medesima confusione si sta generando ora; la direttiva prevede il meccanismo che consente di ripartire i costi del salvataggio della banca in crisi tra azionisti, obbligazionisti e correntisti, con una manovra che metterebbe a rischio i piccoli risparmiatori e che non ha ragione d’essere alla luce dei fatti e delle condizioni attuali.

Giovedì il Consiglio dei ministri è arrivato ad approvare i decreti delega di attuazione del Bail In e quindi si apre una nuova epoca.  l'Europa è “bancocentrica”, troppo, e da qui nasce la necessità di una situazione che debba mettere al sicuro sia gli istituti, singolarmente, evitando l'effetto domino su tutto il settore, sia chi con la banca in eventuale fallimento non ha niente a che fare (ma che, invece, in passato, è stato chiamato a riparare danni fatti non da lui su una banca non sua).

La norma entrerà in vigore dal 1 gennaio su tutto il territorio europeo e si chiama Bail-in, e consiste in una serie di procedure che verranno messe in atto al momento del fallimento di un istituto bancario, procedure che coinvolgeranno in primis gli azionisti, quindi in seconda battuta tutti coloro che detengono obbligazioni dell'istituto, poi i grandi correntisti cioè chi ha un conto superiore ai 100mila euro; per la precisione sarà oggetto di interesse la parte eccedente i 100mila euro cifra al di sotto della quale scatta la garanzia da parte della Banca Centrale Europea, garanzia che vale anche per i conti cointestati (100mila euro a testa di garanzia) oppure, qualora ci fossero più conti sulla stessa banca per una sola persona si considererà tutto come un unico conto e la soglia garantita resterà sempre di 100mila euro. In caso di più conti correnti in banche diverse ma, caso estremo, tutte interessate dalla procedura di bail in, allora si conteranno 100mila euro di soglia garantita per ogni conto corrente in ogni singola banca.  

È una sorta di “prelievo" sì contro la propria volontà", ma non è il prelievo forzoso che gli italiani subirono sotto il governo Amato (11 luglio 1992) di consistenza pari al sei per mille, che colpì indistintamente tutti e fu anche retroattivo.

Siamo certi di avere chiarito la questione, tuttavia rinnoviamo l’invito a seguirci perché le “notizie” su intelligonews arrivano prima.
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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