Social di notte? Così FOMO crea ansia e depressione

14 settembre 2015, Micaela Del Monte
Social di notte? Così FOMO crea ansia e depressione
"Fear of missing out", letteralmente paura di "perdersi qualcosa", di "restare indietro"

E' questa la FOMO, acronimo che spiega perché sempre più adolescenti sono pronti a sacrificare il riposo notturno pur di rimanere collegati ai social network e stare al passo con notizie e aggiornamenti che sfilano su Twitter e Facebook.

Secondo uno studio condotto dai ricercatori dell'Università di Glasgow e presentato in occasione di una conferenza della British Psychological Society, i ragazzi perennemente connessi ai social, anche quando dovrebbero dormire, rischiano di sviluppare non solo disturbi del sonno, ma anche ansia e depressione che potrebbero durare fino all'età adulta. 

Si stima che il 90% dei giovani di età compresa tra i 13 e 19 anni sia attivo sulle piattaforme virtuali. Per poter valutare l'impatto sulla salute dell'utilizzo dei social, quello notturno in particolare, i ricercatori hanno intervistato 467 adolescenti. Sono stati condotti poi ulteriori test per valutare la qualità del sonno e il tipo di pressione percepita dai volontari che restavano incollati al pc fino a notte fonda.

I risultati non sono confortanti: la costante presenza online, la veglia notturna e l' "investimento emozionale" sotteso a tali attività riduce la qualità del 13,5% ed espone all'insorgenza di disturbi emotivi. "L'adolescenza è un periodo di grande vulnerabilità per l'insorgenza di depressione e ansia, e una scarsa qualità del sonno può avere un'influenza negativa - ha detto la dottoressa Heather Cleland Woods, che ha presentato la ricerca - E' ormai evidente che esiste una correlazione tra l'utilizzo dei social e la salute, anche se le cause non sono ancora chiare". 

Per migliorare la qualità del sonno bisognerebbe introdurre il "tramonto digitale", ha proposto Cleland Woods, ovvero spegnere i dispositivi elettronici due ore prima di andare a letto, parallelamente al tramonto del sole.
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