Ricatto hard a un consigliere Pd: "La mia faccia messa su un corpo nudo"

14 settembre 2015, Andrea De Angelis
"La foto era un frame del video. Si vedeva la mia faccia, presa da quella chat su skype, montata però su un corpo nudo che non era mio ma che posizionato in quella prospettiva poteva trarre in inganno. Il video era postato su un link privato di Youtube, perché solo io lo vedessi e mi spaventassi. Non solo. Mi hanno mandato anche una lista di nomi di persone a me molto vicine, aggiungendo: "Ti roviniamo la vita, tutti questi tuoi amici sapranno chi sei veramente, ti facciamo licenziare. Hai 12 ore per pagare".

Ricatto hard a un consigliere Pd: 'La mia faccia messa su un corpo nudo'
Così Attilio Solinas in un'intervista rilasciata a La Repubblica. Medico e consigliere regionale democratico in Umbria, Solinas ha spiegato in che modo è finito nella rete di un'organizzazione criminale della Costa d'Avorio. 

Gli è bastato accettare una richiesta di amicizia su Facebook di una bella donna (o meglio, di un profilo con la foto di una affascinante figura femminile) che diceva di chiamarsi Maria Ottello. Poi l'inferno. 

"È accaduto a me, ma potrebbe capitare a chiunque e io la voglio raccontare, il mio è un atto di denuncia. Perché quello che ho dovuto passare non succeda anche ad altri", dice Solinas. 

Le informazioni arrivavano via chat: "Mi chiedeva dell mio lavoro e quando gli ho detto che ero un medico, mi chiedeva consigli. Poi voleva sapere se ero sposato e cosa facevo nel tempo libero. Insomma, cose così. Un giorno mi ha cercato su skype e ho fatto una videochat di un minuto e mezzo con lei sul telefonino". Nulla di compromettente, "altrimenti non starei certo a parlarne su un giornale", dice il consigliere. 

Passa del tempo, nessun contatto. Poi, all'improvviso, la minaccia. 

"Per molto tempo non l'ho più sentita. Poi un mese fa, di domenica intorno alle 14, mi è arrivato un messaggio sulla stessa chat. Diceva: "Se non vuoi che tutti i tuoi amici e i colleghi vedano questo, ci devi pagare 2.500 euro subito". E c'erano allegati una foto e un link a un video postato su Youtube. Quando li ho visti, sono sbiancato...". 

Le foto, a luci rosse, erano in realtà un fotomontaggio, anche abbastanza grossolano. Ma sufficiente per creare imbarazzo. 

Solinas a quel punto ha contatto la Polizia postale, che gli ha rivelato di ricevere segnalazioni simili ogni giorno. Si tratta di una banda ivoriana, che ripete le minacce via email. 
"Per i due giorni successivi hanno bombardato la mia casella di posta elettronica con la solita minaccia di farmi passare per pedofilo agli occhi dell'opinione pubblica. E sono sicuro che se uno è un po' più sprovveduto o si fa prendere dal panico, finisce per pagare", conclude il medico. 

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