Non solo il ddl Cirinnà. Ncd ai ferri corti con Renzi per l'Italicum

14 settembre 2015, Americo Mascarucci
Non solo il ddl Cirinnà. Ncd ai ferri corti con Renzi per l'Italicum
Non c’è soltanto il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili a terremotare la maggioranza di Governo e a mettere in discussione l’alleanza fra il Partito Democratico e il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, ora si è aggiunta anche la nuova legge elettorale. 

Ormai è noto che all’interno dell’Ncd si è venuta a creare un’area del dissenso con deputati e senatori orientati a chiudere l’esperienza di governo con il Pd per tornare a tutti gli effetti nel centrodestra. La tensione è palpabilmente forte, se negli ultimi giorni proprio il Ministro dell’Interno Angelino Alfano è intervenuto a chiarire che nessuno obbliga nessuno a rimanere e che, chi vuole andarsene, è libero di farlo. A farsi portavoce dell’area del malessere è stato nelle ultime ore il coordinatore del partito Gaetano Quagliariello :“O il governo accetta di rimettere mano all’Italicum o ci saranno conseguenze per le riforme perché nessuno riuscirà a convincere i senatori dissidenti del Nuovo Centrodestra a non votare contro”. 

Così Quagliariello si è espresso a margine di un intervento alla festa dell’Udc di San Giovanni Rotondo precisando inoltre: “Non è un ricatto, e le riforme non sono in discussione, ma un diniego da parte di un alleato di governo sarebbe grave. Quello che chiediamo – aggiunge ancora il coordinatore Ncd – è una modifica della legge elettorale, per rispetto della nostra identità, della nostra storia e anche della storia d’Italia. Ci si accusa di aver cambiato idea, ma non è così, perché quando è stato approvato l’Italicum – osserva Quagliariello – non potevamo prevedere che l’area politica che ci eravamo prefissi di rifondare sarebbe stata egemonizzata da un leader lepenista e da posizioni improponibili su Europa e immigrazione”. Come dire; lo scenario politico nazionale ed europeo è cambiato e oggi votare con l’Italicum potrebbe significare far vincere un centrodestra guidato da Matteo Salvini. 

Questa la motivazione ufficiale. Oppure, quella meno ufficiale ma considerata la più attendibile, è che Quagliariello e company stiano cercando di creare “l’incidente politico” dentro e fuori l’Ncd per rompere con Renzi, il Pd, e tornare dall’altra parte, dove ad accogliergli ci sarebbe tutta l’area forzista contraria a consegnare le chiavi del centrodestra a Salvini. Guarda caso le dichiarazioni del coordinatore Ncd sono state accolte subito con grande favore dal più anti salviniano di Forza Italia, il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri: “La linea espressa da Ncd è condivisa anche da Forza Italia – ha risposto Gasparri - che deve riuscire a elaborare una strategia che sappia dialogare con tutte le forze alternative alla sinistra, anche per rafforzare le proprie posizioni in merito al cambiamento della legge elettorale”. Se da Forza Italia arrivano gli applausi dal Pd invece l’irritazione è palpabile: “Non capisco di cosa parli il senatore Quagliariello. 

Credo occorra fare un po’ di chiarezza- ha replicato il vicesegretario Pd Lorenzo Guerini - Siamo su due piani distinti: Per quanto riguarda le riforme ci sono varie ipotesi di accordo e lo troveremo; quanto all’Italicum, non si tocca. Sulla legge elettorale - sottolinea Guerini - non abbiamo alcuna intenzione di tornare indietro. La legge elettorale l’abbiamo approvata qualche mese fa, la vogliono già cambiare? Noi sicuramente no”. La patata bollente adesso ce l’ha in mano Alfano. Che fare? Tentare di recuperare il dissenso di Quagliariello e company intraprendendo un braccio di ferro con il Premier ed il Pd andando allo scontro con la frangia renziana dell’Ncd (leggi Cicchitto-Lorenzin), oppure lasciare che i dissidenti seguano il richiamo delle sirene berlusconiane?
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]