Ncd spaventa i renziani, ma Renzi ostenta sicurezza: ecco i numeri

14 settembre 2015, intelligo
La situazione è aperta, le trattative non decollano, il bracco di ferro è in corso. Si entra nella settimana decisiva per le riforme e nonostante i telefoni siano sempre più roventi e i contatti a tutto campo, le forze politiche e i gruppi parlamentari faticano a trovare la quadra.

Nelle ultime ore le voci da Palazzo Madama raccontano di un Roberto Calderoli impegnato alla ricerca di un "lodo" che possa unire e legare posizioni distanti. Nessuno, però, vuole rinunciare a qualcosa, tantomeno Matteo Renzi che sul Ddl Boschi e sul Senato non elettivo ha speso fiumi di parole e rilasciato innumerevoli interviste, mettendoci la faccia. Ieri un brivido è corso sul filo (delle agenzie di stampa).  

L'affondo di Gaetano Quagliariello, coordinatore Ncd, che ha affilato le spade e promesso battaglia non è certo
Ncd spaventa i renziani, ma Renzi ostenta sicurezza: ecco i numeri
passato inosservato a Palazzo Chigi: “O il governo accetta di rimettere mano all’Italicum o ci saranno conseguenze per le riforme perché nessuno riuscirà a convincere i senatori dissidenti di Ncd a non votare contro”. 

Maria Elena Boschi ha ribattuto che "i numeri ci sono". Ma si tratta più di un auspicio che di una certezza. In ogni caso i tempi per la mediazione sono molto stretti. Oggi si chiuderanno le consultazioni tra minoranza Pd e governo. Giovedì la presidente della Commissione Affari Costituzionali, Anna Finocchiaro, dovrà decidere l'ammissibilità degli emendamenti all’articolo 2. 

A quel punto si andrà in Aula e al "rischiatutto" dei numeri, visto che stando ad alcuni calcoli sarebbero al momento 171 i senatori a favore del Senato elettivo contro i 149 favorevoli all’elezione indiretta. Bisognerà naturalmente verificare quanti "ribelli" sopravvivranno al pressing renziano e quale tipo di mediazione verrà messa in campo. L'impressione è che qualcosa il campo renziano sarà costretto a cedere.
 
E si dovrà comunque preparare a qualche brivido, soprattutto per le fibrillazioni interne a Ncd dove il fronte del malcontento si va consolidando e dove in molti attendono un segnale concreto. Se non sul Ddl Boschi, sulla legge elettorale dove il premio alla coalizione (invece che al primo partito) sembra davvero una condizione necessaria alla sopravvivenza del governo.

autore / intelligo
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