Ferrero (Rc): "Siamo al lavoro con le forze fuori dal Pd. Caro D'Alema, il punto è un altro"

14 settembre 2015, Adriano Scianca
Ferrero (Rc): 'Siamo al lavoro con le forze fuori dal Pd. Caro D'Alema, il punto è un altro'
"Non è un fatto positivo" che premier e segretario del Pd siano la stessa persona. Lo ha detto Massimo D'Alema a margine della festa dell'Unità di Firenze. “Non è questo il problema – replica Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista – ma il fatto che il Pd è un partito di centrodestra”. Quanto alla volontà dell'ex premier di “dare una mano” a Speranza e Cuperlo, anche qualora uscissero dal Pd, Ferrero spiega a IntelligoNews: “Il problema non è litigare con Renzi ma uscire dalle politiche neoliberiste”.

Per D'Alema il fatto che Renzi sia premier e leader del partito sta facendo deperire il Pd. Lei, da esterno, cosa ne pensa? 

«Non penso affatto che il problema del Pd sia questo. Penso che il problema sia che il Pd è un partito di centrodestra, che fa politiche liberiste e che non c'entra niente con la sua ragione sociale». 

Sempre l'ex premier si è detto disposto a dare una mano a Speranza e Cuperlo, sia che loro restino nel Pd, sia che creino qualcosa al di fuori di questo partito. Lei sarà della partita? 

«Ma il punto non è se uno litiga o meno con Renzi, il punto è uscire dalla politiche neoliberiste». 

Quindi non si fida di D'Alema? 

«Beh, il suo governo è quello che fece più privatizzazioni di tutti e hanno votato tutti insieme la legge Fornero e tutto il resto. Ma io non sto facendo un discorso su D'Alema come persona. Dico che il punto è rompere con il Pd sulla sostanza, altrimenti il litigio con Renzi mi sembra sterile»

Civati aveva annunciato tempo fa la creazione di uno schieramento alternativo al Pd a cui lei aveva aderito. Come sta procedendo il progetto? 

«Stiamo lavorando con le forze storicamente fuori dal Pd e con coloro che sono già usciti da questo partito per dar vita a una nuova soggettività. Si sta discutendo, siamo in una fase di confronto. Il mio obiettivo è quello di veder convergere tutti i soggetti, compresi i vari Fassina e Civati, in un processo costituente aperto a tutti». 

Per creare cosa? Un movimento che dialoghi poi con il Pd o gli faccia la guerra? 

«Noi vogliamo creare un altro polo politico, non la sinistra del centrosinistra. Noi vogliamo andare al governo, con il Pd che sta all'opposizione. Se lo slogan dei partiti di centrosinistra e di centrodestra è “Non ci sono soldi”, noi ne proponiamo un altro: “I soldi ci sono. Prendiamoli a chi ne ha troppi”». 

Avete modelli politici esteri a cui ispirarvi? 

«Modelli non ce ne sono mai. Ovviamente guardiamo con interesse a tante esperienze, da Podemos a Syriza fino alla Linke».
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