Laurie Anderson è cani in sala e via il lutto

14 settembre 2016 ore 10:25, intelligo
di Luciana Palmacci

Presentato alla scorsa Mostra del cinema di Venezia "Heart Of A Dog", Il cuore di un cane, è arrivato in anteprima nei cinema solo per due giorni, il 13 e 14 settembre. Il lungometraggio della grande Laurie Anderson che ha suscitato ammirazione e commozione a Venezia è un lavoro sulla memoria, che fonde i materiali grezzi della vita e dell’arte della Anderson in una riflessione intima sull'amore e sulla perdita, sulla vita e sulla morte, e sul passaggio del tempo. Inframmezzando una personalissima narrazione e originali composizioni di violino, animazione disegnata a mano, filmini di famiglia in 8 millimetri e opere d’arte, Heart Of a Dog avvolge gli spettatori con un linguaggio visivo ipnotico. Incentrato su Lolabelle, l’adorato rat terrier di Laurie Anderson, morto nel 2011, Heart Of A Dog è un saggio personale che intreccia ricordi di infanzia, video diari, riflessioni filosofiche sul concetto buddista della vita dopo la morte, oltre a una serie di tributi ad artisti, scrittori, musicisti e pensatori che l’hanno ispirata (primo tra tutti il marito Lou Reed, morto poco dopo le riprese e che interpreta la coda musicale con il suo brano "Turning Time Around"). 

Laurie Anderson è cani in sala e via il lutto

I brani della colonna sonora del film infatti sono tratti dalle opere più celebri dell’artista, come Homeland (2010), Bright Red (1994), Life on a String (2001), ma comprendono anche musiche inedite, come quelle tratte dal prossimo lavoro con i Kronos Quartet intitolato Landfall. “È un film su come si raccontano le storie, da che punto di vista. Non solo su Lolabelle, il mio terrier, ma anche sulla mia infanzia, su alcune cose che al tempo non capivo, e che mi hanno perseguitato negli anni come fantasmi, e che oggi riesco a raccontare in maniera diversa” racconta Laurie Anderson dopo l’anteprima-concerto a Milano che ha visto ammessi in sala anche spettatori a quattro zampe. Un evento svoltosi al teatro Franco Parenti, con tanto di performance aperta ai migliori amici dell’uomo, audience privilegiata che Laurie giudica "signori dell’empatia" e ottimi osservatori, “loro fanno attenzione a tutto e passano la vita a guardare”.
autore / intelligo
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