Pensioni, la terapia shock della Camusso e le risorse “fresche” per Damiano

14 settembre 2016 ore 13:08, Luca Lippi
Dopo il tavolo del 12 settembre ultimo scorso da cui è emerso l’accordo dell’uscita anticipata a 63 anni, passate le prime 24 ore durante le quali governo e media hanno salutato l’accordo con particolare enfasi, alla 25esima ora sono cominciate le controffensive delle ali più estreme che hanno salutato l’accordo come un “non accordo”, nel senso che non c’è stata nessuna presa in carico dal punto di vista tecnico e politico della trattativa tenutasi il 12 settembre.
Dopo la conclusione della riunione che sembrava aver registrato un passo avanti con l'ampliamento del periodo di anticipo pensionistico rispetto all'età di vecchiaia dai tre anni inizialmente ipotizzati a tre anni e sette mesi, la Cgil con il segretario generale, Susanna Camusso, spiega che le cifre che sono circolate per l'insieme delle misure riguardo la Riforma delle pensioni nel suo insieme (circa due miliardi, ndr) sono "ancora insufficienti". 
Secondo la Camusso, sarà difficile che possa essere un incontro conclusivo quello previsto per il 21 settembre prossimo, data nella quale è prevista una concertazione politica tra il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil ma "Quando ci sarà un incontro ne discuteremo", ha tagliato corto il ministro Poletti mentre il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan si è detta fiduciosa sulla possibilità che il 21 settembre si trovi un'intesa anche se alcuni temi vanno ancora approfonditi e affinati. I sindacati chiedono maggiori aperture sui lavoratori precoci consentendo a chi ha lavorato prima dei 18 anni di andare in pensione anticipata con 41 anni di contributi (invece dei 42 e 10 mesi previsti ora per gli uomini).

Pensioni, la terapia shock della Camusso e le risorse “fresche” per Damiano

Al coro dei sindacati e soprattutto della Camusso si aggiunge il presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano: "Il confronto in corso tra Governo e sindacati sulla previdenza sta producendo primi e importanti risultati, ma la strada da fare è ancora lunga. Sarà decisivo il modo con il quale si risolveranno i problemi dei lavoratori precoci e l'ottava salvaguardia degli esodati, che sono ancora da perfezionare. Entra in gioco, come sempre, la quantità di risorse 'fresche' che si metteranno a disposizione nella legge di Bilancio, che per noi non possono essere inferiori a 2 miliardi di euro”, e prosegue: "Intanto è importante la convergenza che si è verificata sulla quattordicesima per i pensionati e sull'anticipo gratuito del pensionamento a partire dai 63 anni per le categorie in condizioni più disagiate: addetti ai lavori usuranti, ai lavori pesanti (tipologie ancora da definire), disoccupati e invalidi". "Resta da chiarire il livello della penalizzazione che riguarderà l'anticipo di quei lavoratori che non fanno parte di queste categorie. Dovrebbe, inoltre, esserci la soluzione di numerosi problemi da tempo in sospeso: il cumulo gratuito dei contributi, il blocco dell'aspettativa di vita per i lavori usuranti, la cancellazione definitiva delle penalizzazioni per i precoci, l'equiparazione della No tax area dei pensionati con quella dei lavoratori dipendenti e la prosecuzione della sperimentazione di Opzione Donna. Data la complessità della materia, diventa necessario un testo scritto che precisi, voce per voce, anche la quantità delle risorse che verranno messe a disposizione”. 

autore / Luca Lippi
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