La comunicazione di Di Maio a Politics di Semprini: la nuova strategia è attaccare

14 settembre 2016 ore 11:10, Lucia Bigozzi
La parola-chiave è “controffensiva”. E la nuova versione mediatica dei 5Stelle per respingere gli attacchi concentrici sul Campidoglio e la sindaca Virginia Raggi. Tocca a Luigi Di Maio, candidato premier in pectore, aprire le “danze” inaugurando la stagione “mediatizzata” del Movimento. Lo ha fatto su Politics (RaiTre) e in contemporanea lo ha fatto pure Di Battista a Otto e mezzo su La7. La strategia della comunicazione, dunque, è aggressiva e Di Maio che non ha mai ostentato il profilo dell’attaccante (per dirla in gergo calcistico) ieri sera si è mostrato combattivo. Anche se tra una difesa del Movimento e un attacco al Pd renziano, ha dovuto fronteggiare la sua stessa gaffe su Facebook, quella su Pinochet rimbalzata in tempo reale sui social con al seguito una valanga di commenti, post, condivisioni e chi più ne ha ne metta. 

La comunicazione di Di Maio a Politics di Semprini: la nuova strategia è attaccare
Matteo Renzi come Pinochet? “Era sicuramente una provocazione, non ho mai detto che fosse un sanguinario” prova a smorzare Di Maio, spiegando il post sul suo profilo Facebook in cui, parlando del referendum, ha paragonato il premier al dittatore cileno avendo “occupato con arroganza la cosa pubblica”.
A Gianluca Semprini, Di Maio ha detto: “Ma io sono arrabbiato con Renzi per come ha occupato le istituzioni. E' un presidente del Consiglio che si è fatto una legge di riforma della Rai per decidere tutto lui sulla rai, ha fatto una legge elettorale per nominare i suoi alla Camera, poi adesso ha paura di perdere perché non ha più il 40% e la vuole modificare”. Quindi ha aggiunto: “Quando è così è un'occupazione delle istituzioni, soprattutto da un presidente del Consiglio che è arrivato a Palazzo Chigi grazie a un tweet 'Stai sereno'”. 

Ma è su questo passaggio che il conduttore di Politics ha aperto il caso Venezuela: “E' stato un lapsus, l'ho corretto in 10 minuti. L'ho scritto io, mi prendo tutte le responsabilità”, ha ammesso Di Maio. Poi l’argomento è scivolato sulla sua potenziale candidatura a premier, ma lui è stato ben attento a non commettere passi falsi: “Sono gli iscritti a decidere la squadra di governo”. Il vicepresidente della Camera ha poi ammesso di aver passato “giorni delicati” e il riferimento è al caso Campidoglio, ma non ha mollato di un millimetro sulla validità del progetto per Roma dei 5Stelle e della sindaca Raggi. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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