Che fine hanno fatto Umberto Smaila e le ragazze Cin Cin

14 settembre 2016 ore 11:25, Lucia Bigozzi
di Anna Paratore

Di lui hanno scritto: “Dove c’è Smaila c’è movida”, e in effetti nessuno può negare la grandissima capacità di Smaila a coinvolgere gli spettatori nell’allegria, riuscendo a farli diventare parte attiva dei suoi show. Cantare, ballare, divertirsi, sono le parole su cui si fonda la filosofia di questo showman che il trascorrere degli anni e qualche chilogrammo di troppo non ha per niente appannato, ma anzi…
Umberto Smaila nasce a Verona, classe 1950. I suoi, però, sono esuli fiumani arrivati nella città scaligera un anno prima che nascesse il bambino. Fin da piccolo, Umberto dimostra una grande predisposizione per la musica, tanto che i suoi genitori dopo averlo visto esibirsi in un’operetta allestita dalla parrocchia, decidono di iscriverlo a corsi di pianoforte e recitazione. E’ una scelta azzeccata, che aiuta un talento a raffinarsi senza porre nel mezzo gli ostacoli che i papà e le mamme di solito frappongono, preferendo per i figlioli carriere più solide e seriose.
Da adolescente, Umberto non fa che mostrare ai suoi genitori quanto sia bravo. Giudicato un bambino prodigio dai suoi stessi professori, il giovane Smaila si esibisce in concerti anche irti di difficoltà, riscuotendo ampi consensi e, mentre continua la sua istruzione musicale, viene iscritto al Liceo Classico di Verona, dove incontra coloro che diventeranno i suoi migliori amici e sempre con lui arriveranno al successo: Jerry Calà, Franco Oppini e Ninni Salerno. Con loro Umberto fonda un complessino rock come quelli che vanno tanto di moda in quegli anni.
All’inizio degli anni ’70, l’originario complessino rock viene sostituito da un gruppo pronto per il cabaret. 

Viene chiamato i “Gatti di Vicolo Miracoli” e da subito piace alla gente tanto che, in breve tempo, arriva ad esibirsi al Derby, il tempio sacro della comicità italiana. Lì Umberto lavora con Cochi e Renato, Paolo Villaggio, Enzo Jannacci. Normale che alla fine i Gatti vengano notati dalla TV. Le prime apparizioni televisive dei ragazzi furono ne Il Dirodorlando (1975), sull'allora programma nazionale della RAI, un quiz per ragazzi condotto da Ettore Andenna. Poi, come gli altri prima di loro, finiscono in una di quelle trasmissioni “contenitore”, Non Stop per la regia di Enzo Trapani, insieme a tanti nuovi talenti, ancora abbastanza sconosciuti al pubblico, come Massimo Troisi e i suoi compagni della Smorfia, Gaspare e Zuzzurro, Verdone con i suoi primi personaggi, Nuti e i suoi Giancattivi. In pratica il fior fiore della comicità italiana che terrà banco da lì almeno per i successivi venti, trent’anni. Poi, tra il 1979 e l’80 si realizzano anche due grandi successi cinematografici: "Arrivano i Gatti" e "Una vacanza bestiale", con l’esordio di colui che era stato per 5 anni il tecnico delle luci del gruppo: Diego Abatantuono. Non solo, ma i “Gatti di Vicolo Miracoli” ottengono anche il disco d’oro per una canzone scritta e interpretata da loro e che è stata la sigla di Domenica In, “Capito?”.

Negli anni che seguono, Umberto Smaila approfondisce sempre di più il lato musicale della sua carriera scrivendo canzoni anche per altri interpreti, come la famosissima “E’ tutto un attimo”, portata al successo e a Sanremo da Anna Oxa, e che nel corso degli anni arriverà a vendere oltre 20milioni di copie. Ma non solo. La TV scopre la sua capacità di attrarre il pubblico, il garbo dell’intrattenimento, l’indiscussa capacità a condurre un programma e gli affida Help, C’est la vie dove sostituisce Marco Columbro, Babilonia e, ciliegina sulla torta, uno dei più grandi successi televisivi di quegli anni, Colpo grosso, del 1987, dove Umberto è circondato da decine di ragazze in costumi succinti destinate a spogliarsi.  In seguito, Smaila mostra anche le sue qualità da showman partecipando al musical di Canale 5 “I tre Moschettieri” dove interpreta il ruolo di Luigi XIII. Trascorrono gli anni, e a chi gli chiede se abbia mai preso in considerazione l’idea di una meritata “pensione”, Umberto risponde: “Mi chiedete quando penso di mettermi a riposo?!? No, No, No! Non ci voglio pensare proprio!”, e in effetti, si inventa un altro modo di fare spettacolo: inizia ad aprire dei locali, gli Smile’s dove esibirsi dal vivo. Il primo nasce Poltu Quatu, in Sardegna e, come dice lo stesso Smaila, “sarà il locale che rilancerà la musica dal vivo in tutta Italia”. Nello stesso periodo, però, il nostro non si fa mancare altre occasioni e partecipa a "Buona Domenica" con Jerry Scotti e Gabriella Carlucci nel ‘92 e nel '93. Poi "La sai l'ultima?" con Scotti e la Barale fino al '95. E, per non farsi mancare nulla, scrive più di venticinque colonne sonore per il cinema: "Soldati", "Il ragazzo del Pony Express", "Sognando la California" ecc. ecc. Quentin Tarantino sceglie un suo pezzo per il film "Jackie Brown".

Intanto, lo Smile’s di Poltu Quatu ha avuto un eccezionale successo, e ad esso si affiancano altri locali, a Sharm el Sheikh, ad Aprilia, a Porto Rotondo, a Verona, a Gallipoli e in altri luoghi fino ad arrivare a 10.  Ma non solo. Non è chiaro come, ma Umberto trova anche il tempo per produrre e interpretare su etichetta Sayfam, il suo nuovo Cd, contenente un brano scritto per lui da Andrea Mingardi. A questo punto sembra davvero superfluo chiedersi cosa stia facendo Umberto Smila ora. E’ ovviamente sommerso dal lavoro, con i locali, la sua orchestra, i suoi pezzi, le sue canzoni, la sua musica ecc. ecc…

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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