Ambasciatore Usa, Fusaro: “Sembrava un fake e invece. Chi ha interesse a distruggere la Carta costituzionale..."

14 settembre 2016 ore 12:52, Lucia Bigozzi
“Un’ingerenza non gradita che ancora una volta ci dice che questa riforma è voluta dall’alto: dall’Unione europea, dal sistema bancario e ora anche dagli Stati Uniti d’America. Un ulteriore motivo per votare no e difendere la nostra Costituzione”. Non usa giri di parole Diego Fusaro, filosofo, che legge in controluce le dichiarazioni dell’ambasciatore Usa in Italia John Phillips sul referendum costituzionale e nella conversazione con Intelligonews non fa sconti alla riforma renziana. 

Come valuta le dichiarazioni dell’ambasciatore Usa in Italia sul referendum costituzionale?

"A volte pare ci siano delle notizie che sono fake, che non sembrano credibili poi in realtà si ha la sensazione che la realtà supera la fantasia e anche in questo caso abbiamo avuto la conferma. Possiamo dire che in questo caso abbiamo un ulteriore argomento e anche assai forte per votare no al referendum costituzionale, per opporci alla subalternità culturale e politica degli Stati Uniti". 

Quindi la considera un’ingerenza?

"Sì, la considero un’ingerenza non gradita che ci dice ancora una volta che questa riforma è voluta dall’alto: dall’Unione europea, dal sistema bancario e ora anche dagli Stati Uniti d’America; quindi abbiamo, a maggior ragione, il compito di difendere la nostra Costituzione votando no". 

Ambasciatore Usa, Fusaro: “Sembrava un fake e invece. Chi ha interesse a distruggere la Carta costituzionale...'
Ritiene che l’esito del referendum sul versante delle riforme impatterà anche sull’andamento dell’economia del nostro Paese?

"Credo di sì perché riforme e Jobs Act, ad esempio, sono connessi tra loro molto fortemente. Se tu vuoi distruggere il lavoro come, di fatto, sta scritto nel Jobs Act devi anche distrugge la Carta costituzionale che tutela il lavoro e quindi avremo una precarietà sempre crescente, nessuna ripresa economica perché con la precarietà, proprio come con l’austerità non c’è alcuna ripresa economica, e quindi ancora una volta ci avviteremo in questa spirale terribile".

Il fronte del no e le opposizioni hanno marcato indignazione sull’uscita dell’ambasciatore Usa in Italia. Non ritiene che sia mancata un’indignazione più generale nell’opinione pubblica e anche da parte delle forze di maggioranza o da parte dello stesso governo?

"Penso sia il grado della massima subalternità culturale, politica, di un Paese che ha più di cento basi militari americane, di un Paese che sta uccidendo la propria cultura per aderire alla sottocultura atlantista del consumo e la dice lunga sullo stato di degrado del Paese. E’ la morte dell’Italia e della sua dignità".

C’è chi tra le file dell’opposizione si spinge a sottolineare che il sì al referendum in qualche modo sarebbe connesso al grande settore di massonerie, banche e lobby. Lei che idea si è fatto?

"Senza scomodare lobby o altro, in un conflitto di classe in cui ci sono servi e signori, dominanti e dominati, il Pd fa gli interessi dei dominanti contro i dominati, del capitale contro il lavoro. Votare sì al referendum significa assecondare questi interessi. Chi ha interesse a distruggere la Carta costituzionale? Non certo i lavoratori o il popolo; chi, invece, vuole vedere non essere umani ma merce disponibile, non lavoratori ma precari senza dignità". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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