Italicum in Alta Corte, tutti i nodi e le alleanze alla fiducia di Renzi

14 settembre 2016 ore 13:35, Lucia Bigozzi
L’Italicum sembra avviarsi sul binario delle correzioni in corsa. Il primo segnale arriva dal premier Renzi che nei giorni scorsi ha mostrato una seppur prudente disponibilità ad alcune modifiche. In mezzo le polemiche che agitano il dibattito politico. Ma su tutto pesa il parere della Consulta, atteso per i primi giorni di ottobre: i giudici della Suprema Corte dovranno pronunciarsi sulla correttezza costituzionale del testo già licenziato dal Parlamento e in vigore da pochi mesi. Inoltre, l’atteso ‘verdetto’ riguarda tre profili di costituzionalità strategici: premio di maggioranza, divieto di apparentamento tra partiti e candidature plurime.

Italicum in Alta Corte, tutti i nodi e le alleanze alla fiducia di Renzi
A fare la differenza sarà il sì o il no della Suprema Corte perché quel pronunciamento inevitabilmente potrebbe avere effetti diretti sulla stabilità di governo e maggioranza.
Anche perché andrebbe a impattare con l’altro tema caldissimo del momento: il referendum costituzionale. Senza contare che sul versante delle riforme proprio l’Italicum e il Senato 3.0 sono i dossier fiori-all’occhiello dell’era renziana a Palazzo Chigi. Il d-day dell’Italicum, versante Consulta, non è ancora certo anche se molti ipotizzano la data del 4 ottobre. Vedremo. 

Ma cosa prevede la nuova legge elettorale? Ricapitoliamo: l’Italicum riguarda solo la Camera dei Deputati, nell’ipotesi che al referendum costituzionale vincano sì e quindi cambi volto e sostanza il Senato che a quel punto non sarebbe più elettivo. L’impianto è quello di un sistema proporzionale in base al quale chi supera il 40% dei voti ottiene un premio di maggioranza già al primo turno che consentirebbe alle liste vittoriose di ottenere 340 seggi su 600. In caso contrario, ovvero se nessuno raggiunge la soglia del 40 per cento, scatta il ballottaggio tra i due partiti più votati e in quel caso il premio di maggioranza va a chi supera la sfida diretta. La soglia di sbarramento è fissata al 3 per cento: le 27 circoscrizioni attuali sono state sostituite da venti circoscrizioni elettorali, suddivise in 100 collegi plurinominali: qui solo i capolista saranno “blindati”, mentre chi segue in ordine di lista se la giocherà con le preferenze. 

Le sollecitazioni alla correzione della riforma sono molteplici e arrivano da più parti, ma la minaccia più grande è rappresentata dalla minoranza interna al Pd che non ha mai digerito l’impianto dell’Italicum. Dall’altro lato della barricata e per ragioni opposte, ci sono i 5Stelle a fare barriera. Come finirà? 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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