Terremoto Amatrice, le proposte dei 5 Stelle per la ricostruzione punto per punto

14 settembre 2016 ore 14:24, Luca Lippi
Un piano d'azione strutturato per punti e una programmazione sia sul breve che sul lungo periodo. Il Movimento 5 Stelle oggi alle 11.30 presso la sala stampa della Camera dei Deputati ha presentato il suo programma per l’emergenza e la ricostruzione, piano e proposte presentate da Luigi Di Maio, Laura Castelli, Patrizia Terzoni, Federica Daga, Vittorio Ferraresi che oltre le linee guida per una veloce e concreta ricostruzione hanno affrontato anche la questione della prevenzione di altri disastri.
L'Italia non ha più scuse e non può sbagliare per i rappresentati del M5S al tavolo, sostegno, assistenza, ricostruzione, controlli, queste le parole chiave, e soprattutto il monito a non accontentarsi di casa Italia, da sola non può bastare, soprattutto è un contenitore che ricicla cose vecchie, e il riferimento al terremoto dell’Emilia è diretto.
Per i pentastellati non esiste ancora un decreto, i governo è latitante e lamentano soprattutto la disattenzione alla ricostruzione dell’economia locale, al tessuto sociale e la sicurezza che è alla base di serena convivenza per qualsiasi comunità.

Terremoto Amatrice, le proposte dei 5 Stelle per la ricostruzione punto per punto


Questi i punti della proposta:
1 – I provvedimenti per i cittadini: un tetto il prima possibile e tendopoli via entro novembre.
I cittadini sceglieranno tra un contributo di autonoma sistemazione o la casetta provvisoria. La scelta sarà in entrambi i casi valida fino a quando la propria casa non sarà agibile. Chi sceglierà la casetta provvisoria potrà, in attesa che sia pronta, accedere provvisoriamente al contributo di autonoma sistemazione. Sarà fondamentale fornire una soluzione che garantisca ai cittadini di rimanere, per quanto possibile, in prossimità delle loro residenze. 
In attesa che entro il periodo invernale siano pronti i Map (Moduli abitativi provvisori), i cittadini rimasti senza casa avranno la possibilità di scegliere tra una sistemazione in albergo oppure nelle seconde case ancora agibili.
Costituire una rete di assistenza psicologica nei confronti dei familiari delle vittime e delle persone coinvolte nella calamità. Attivare una rete di assistenza per sostenere i cittadini più bisognosi.
Le casette previste dovranno essere realizzate tenendo conto dei requisiti di alta efficienza energetica al fine di evitare bollette “pazze” (come accaduto in Emilia).
Sospensione e rimodulazione del piano di ammortamento dei mutui sulle case inagibili fino al ripristino dell’agibilità dell’edificio, senza oneri aggiuntivi per il mutuatario. 
Stabilizzazione degli ecobonus, che non devono costituire una misura una tantum.
2 – Imprese: Senza lavoro non c’è futuro
Chi svolge attività imprenditoriale avrà diritto alla casetta provvisoria presso il proprio stabilimento produttivo in modo da non allontanarsi dal luogo di lavoro.
Tra i comparti più importanti in quel territorio c’è la produzione agricola e zootecnica: è dunque necessario realizzare strutture di ricovero anche per gli animali in prossimità degli eventuali stabilimenti produttivi. 
La ricostruzione delle aziende potrà essere finanziata mediante Credito d’imposta pari al 100% più interessi e sarà riconosciuto annualmente.
Presso i centri abitati, i commercianti che vogliano riprendere la propria attività lavorativa dovranno essere sostenuti attraverso un contributo per l’acquisto o noleggio di container. 
Attivare il percorso per l’istituzione di una Zona Franca Urbana della durata di 5 anni che possa garantire sgravi fiscali alle attività imprenditoriali (concessa in Emilia Romagna attraverso il Decreto legge 78/2015, che prevedeva però limiti da rimuovere: vincolo 80 mila euro di reddito, imprese fino a 5 dipendenti).
Defiscalizzazione temporanea dei pagamenti dei tributi, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione INAIL (aziende, lavoratori autonomi e dipendenti). Interventi da parte di ISMEA - Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (come avvenuto per il terremoto del 2012 in Emilia) per il sostegno delle aziende agricole colpite dal sisma.
- Esentare i comuni dai tagli previsti dalla cosiddetta spending review o si allentino gli obiettivi fissati al fine di consentire un’adeguata risposta ai bisogni della popolazione
- Sblocco patti di stabilità per i comuni per interventi di emergenza e per rimpinguare personale comunale scarso o inesistente in paesini piccoli
- Interventi da parte di Ismea – Istituti di servizi per il mercato agricolo Alimentare per il sostegno delle aziende agricole colpite dal sisma, finalizzato soprattutto all’acquisto dei mangimi zootecnici, alla sostituzione o alla riparazione delle attrezzature di lavoro e degli impianti danneggiati, alla riparazione o sosttuzione  dei ricoveri e dei magazzini, e al ripristino delle vie di accesso ai fondi;
- Sconto sul numero di giornate  ai fini della disoccupazione per i lavoratori agricoli stagionali che a seguito del sisma non potranno raggiungere le 150 giornate previste;
- Anticipi Pac per le imprese agricole colpite dal sisma e punteggio maggiore nella graduatoria per il Psr primo insediamento nelle zone colpite dal sisma;
- Indennizzo una tantum per le micro imprese che hanno subito perdita di fatturato a causa dell’evento;
- Cassa integrazione straordinaria per i lavoratori in attesa della ripresa delle attività delle imprese danneggiate.
3 - Per svolgere il loro lavoro, premessa necessaria è che i Comuni siano dotati di personale adeguato: un’indicazione precisa giunta direttamente dai territori. Alcuni sindaci dell’area hanno espresso la necessità di un immediato adeguamento del personale rispetto all’emergenza e alle attività da svolgere.
La mappatura totale degli edifici pubblici e privati deve essere anche finalizzata alla quantificazione delle risorse necessarie per l'adeguamento anti-rischio.
Obbligo di adeguamento sismico di tutti gli edifici pubblici: non basta il “miglioramento”.
Obbligo del libretto d'uso e di manutenzione dell'edificio, che riporti tutti gli interventi manutentivi, ordinari e straordinari, effettuati, nonché l'esatta localizzazione degli elaborati progettuali accessibili ai proprietari.
Obbligo del certificato di rischio per tutti gli immobili, pubblici e privati, partendo dalle scuole pubbliche e dagli ospedali.
Garantire la realizzazione e la pubblicizzazione dello studio di vulnerabilità degli edifici pubblici. 
Divieto di realizzare nuove opere come stoccaggi, estrazione di idrocarburi, reiniezione di fluidi che aggravano il rischio sismico (fenomeno della sismicità indotta) in presenza di faglie sismogenetiche attive.
4 - Bisogna immediatamente costituire Uffici speciali per la ricostruzione, gestiti direttamente dalla struttura commissariale in collaborazione con i Comuni, senza disperdere la filiera della ricostruzione, che dovrà partire da subito con le schede di rilevazione dei danni al patrimonio edilizio. Sostanzialmente il cittadino deve avere di fronte uno Sportello Unico che segua l'intera fase della ricostruzione. A tale scopo sarà fondamentale uniformare la normativa per la ricostruzione in tutti i comuni colpiti dal sisma.
5- Ricostruzione di tutti gli edifici (prime e seconde case), con contributo al 100% dei danni subiti, anche quelle in classe A
6- Promozione degli strumenti di partecipazione e di coinvolgimento dei cittadini per una ricostruzione condivisa, in particolare sulle scelte più importanti della vita pubblica dei Comuni. All’interno degli Uffici speciali per la ricostruzione vi dovrà essere un tavolo di concertazione con i cittadini, parti sociali e ordini tecnici, coordinato con un osservatorio nazionale.
Incentivazione e promozione di reti di economia solidale (GAS - gruppi di acquisto solidale, farmers market, ecc.) per il rilancio delle produzioni agricole delle zone terremotate e dei GAL - gruppi di azione locale.
7 - Le aziende che intendano partecipare ai lavori di ricostruzione essere inserite nella “white list”. L’attività di controllo sulla regolarità della posizione sarà affidata alla Magistratura e alla Prefettura. Le norme relative all'affidamento dei lavori alle aziende presenti nella “white list” devono essere valide anche per la ricostruzione privata. 
Digitalizzazione e inserimento in banca dati delle informazioni sulla ricostruzione che siano rese pubbliche e che permettano l’incrocio dei dati non solo agli organismi di controllo ma anche ai cittadini. 
Eseguire il controllo sul 100% dei progetti realizzati e non a campione, come accade oggi, o su segnalazione. 
8 - Le norme relative alla prevenzione sono attualmente disperse in numerosissimi atti, spesso di rango secondario. Proponiamo un Testo Unico della Prevenzione alla stregua di quello per i Beni Culturali o dell'Ambiente. Allo stesso modo, bisognerà approntare un Testo Unico delle Emergenze che includa tra l’altro: superamento criticità del coordinamento fra forze civili e militari, organizzazione di presidi territoriali su aree a maggiore rischio, attivazione immediata di centri emergenza “dormienti”.
Esercitazioni periodiche anti-sisma, che coinvolgano la popolazione, partendo dalle scuole di ogni ordine e grado.
Completamento mappa geologica e microzonizzazione.

Terremoto Amatrice, le proposte dei 5 Stelle per la ricostruzione punto per punto


Molte le domande ma nessuna vera e propria sul terremoto e sulla comunità, lo stato d’animo piuttosto che il riguardo alla volontà della comunità di non volere allontanarsi dai luoghi che appartengono alla storia e alla radicale appartenenza di famiglie intere.
Solamente il Direttore di IntelligoNews, Fabio Torriero ha posto una domanda concreta sul terremoto, riferendosi al punto riguardante il finanziamento per la ricostruzione [Ricostruzione di tutti gli edifici (prime e seconde case), con contributo al 100% dei danni subiti, anche quelle in classe A]. 
La domanda voleva un chiarimento sul finanziamento, se questo era sulla demolizione oppure un rimborso sulla ricostruzione. Ovviamente la risposta non poteva che essere il rimborso sulla ricostruzione, mestamente, come nella storia di un Paese anche quando non ha mai avuto vere e proprie crisi economiche.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]