Minimo miglioramento per Shimon Peres. Il figlio: "Prenderemo decisioni"

14 settembre 2016 ore 15:41, Andrea De Angelis
Ricoverato ieri, le ultimissime agenzie parlano di un miglioramento. Ma le "condizioni restano critiche". La sua vita, adesso, è davvero appesa a un filo. 

Il Premio Nobel per la Pace Shimon Peres è sedato e in un coma indotto per "consentire al cervello di riprendersi". Il bollettino medico dello Sheba Medical Centre di Ramat Gandel, vicino a Tel Aviv, dove si trova ricoverato, rivela anche che Peres è attaccato a un respiratore automatico.  
Come riporta La Stampa, il medico personale e genero di Peres, Raphy Walden, ha aggiunto che ha risposto agli stimoli quando è stata tolta temporaneamente la sedazione: "Sembrava che seguisse quello che dicevamo. La prossima volta che allevieremo la sedazione spero che riusciremo a entrare in contatto con lui". Ci sono buone probabilità "che superi l’evento: non ci sono pericoli immediati per la sua salute" ha aggiunto. Al momento resta però in un coma indotto "per concedere il massimo riposo al cervello e consentirgli di riprendersi". "Dovremo prendere alcune decisioni", ha detto il figlio Hemi Peres parlando delle condizioni del padre. "Sono ore non facili per noi e per tutta la famiglia".  

Minimo miglioramento per Shimon Peres. Il figlio: 'Prenderemo decisioni'
L'ex presidente ha incontrato in Vaticano, insieme al leader palestinese Abu Mazen, Papa Francesco l'8 giugno 2014. In un'intervista rivelerà una proposta fatta al Pontefice: "Preso atto che l’Onu ha fatto il suo tempo, quello che ci serve è un’Organizzazione delle Religioni Unite, un’Onu delle religioni. Sarebbe il modo migliore per contrastare questi terroristi che uccidono in nome della fede, perché la maggioranza delle persone non è come loro, pratica la propria religione senza uccidere nessuno, senza nemmeno pensarci. E penso che dovrebbe esserci anche una Carta delle Religioni Unite, esattamente come c’è la Carta dell’Onu. La nuova Carta servirebbe a stabilire a nome di tutte le fedi che sgozzare la gente, o compiere eccidi di massa, come vediamo fare in queste settimane, non ha nulla a che vedere con la religione. Questo l'ho proposto al Papa».
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