Ambasciatore Usa, Puppato: "Stupita dello stupore di chi consigliava gli inglesi su Brexit"

14 settembre 2016 ore 15:37, Andrea De Angelis
Ambasciatore Usa, Puppato: "Stupita dello stupore di chi consigliava gli inglesi su Brexit"

Fa discutere l'intervento dell'ambasciatore Usa sul referendum Costituzionale. Il 'no' al referendum "sarebbe un passo indietro per gli investimenti stranieri in Italia", dice l'ambasciatore Usa in Italia John Phillips intervenendo ad un incontro sulle relazioni transatlantiche organizzato a Roma all'istituto di studi americani. "Il referendum è una decisione italiana", ma il Paese "deve garantire stabilità politica. Sessantatrè governi in 63 anni non danno garanzia", ha aggiunto Phillips. Il voto sulle riforme costituzionali, ha insistito, "offre una speranza sulla stabilità di governo per attrarre gli investitori".
IntelligoNews ne ha parlato con la senatrice democratica Laura Puppato...

La polemica sulle parole dell'ambasciatore Usa in merito al referendum sembra dividere il suo partito. Il ministro Orlando smorza i toni, mentre l'ex segretario Bersani si mostra indignato. Lei come la pensa?
"Penso che noi abbiamo una scarsa memoria e usiamo sempre due pesi e due misure. Il dato di fatto è che quando c'è stata la discussione sul Brexit, ciascuno di noi come politico in relazione alle proprie visioni ha espresso una valutazione. Ci si è pronunciati sull'opportunità o meno dell'uscita britannica dalla Ue. Ritengo che chiunque possa esprimere un giudizio, tenendo conto che gli Stati Uniti d'America sono non soltanto un Paese nostro alleato che ha contribuito non poco alla risoluzione del conflitto nazista, ma anche un Paese che ci vede come partner di rilevanza internazionale dal punto di vista commerciale, politico, dei diritti umani. Credo che non ci sia niente di male nell'auspicare che l'Italia come Paese continui la marcia che è stata intrapresa verso le riforme, quindi verso un Paese semplicemente più moderno, semplificato, trasparente e federalista. Da questo ultimo punto di vista poi gli Stati Uniti ci aiutano a compiere questo salto verso il federalismo come rappresentanza degli interessi locali in seno al nuovo Senato. Insomma, mi stupisco dello stupore...".

Ambasciatore Usa, Puppato: 'Stupita dello stupore di chi consigliava gli inglesi su Brexit'
Che effetto fa a chi siede in Parlamento il dato ricordato dall'ambasciatore dei 63 Governi in 70 anni?
"Questa è la dimostrazione, talmente lapalissiana da non risultare commentabile, di come il nostro sia un Paese in cui l'instabilità politica ha certamente contribuito nel tempo a creare livelli di potere preoccupanti come quelli della P2, ma anche come quelli che non siamo mai riusciti del tutto a debellare, ovvero le varie mafie. Chi governa problemi complessi come quelli che deve affrontare quotidianamente l'Italia, ha bisogno anche di tempi medio-lunghi per verificarne l'efficacia. Non si può cioè badare sempre al consenso. Anche per gli Stati Uniti avere un Paese amico come l'Italia e sapere che sarà governato per cinque anni significherà avere un partner di riferimento stabile, senza essere messo nella condizione di dover ricevere oggi un Primo ministro e domani un altro. Insomma, la stabilità ha il suo valore. Anche per quanto riguarda il tema della sicurezza". 

Il Presidente del Consiglio sarà negli Stati Uniti il 18 ottobre e l'ambasciatore ha detto che Obama ha grandissima stima di Renzi. Le chiedo: è lecito aspettarsi un nuovo intervento sul referendum anche lì?
"Penso che il lavoro dobbiamo farlo qui, in Italia e sarà soprattutto nel confronto serrato con i cittadini italiani. Spero nel loro convincimento circa la bontà complessiva di questa riforma. Nel momento in cui Obama riceverà Renzi, credo che i loro temi saranno soprattutto quelli internazionali, ma l'auspicio penso sarà lo stesso del suo ambasciatore". 

Tra un mese magari in conferenza stampa uscirà un nuovo appello agli italiani?
"Non credo che sarà determinante questo...". 

Anche perché c'è chi dice il contrario, paradossalmente un sostegno di Obama potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio?
"Questa è una riforma che ha messo in luce due mentalità in Italia. Quella conservativa, che contesta, contesta, contesta ma alla fine non intende cambiare e quella che prova, che con l'anima prova a farlo. Solo per il fatto che siamo un Senato che ha tolto di mezzo due terzi dei senatori italiani facendolo in autodichia, credo che sia significativo del valore che stiamo dando a questo lavoro. Perché nessuno taglia il ramo dove sta seduto, se non per la convinzione dell'obiettivo che c'è da raggiungere".
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