Referendum, effetto boomerang su Renzi per colpa dell'ambasciatore Usa in Italia

14 settembre 2016 ore 15:01, Lucia Bigozzi
La s-personalizzazione del referendum costituzionale rilanciata da Renzi da qualche mese a questa parte, se si legge oggi, appare come un pannicello caldo nel calderone delle polemiche tra fronte del sì e fronte del no. Perché oggi il carico da 90 sulla testa dell’inquilino di Palazzo Chigi è quell’endorsement neanche troppo velato sulle ragioni del sì, pronunciato giusto in questi giorni dall’ambasciatore Usa in Italia John Phillips. Un’uscita pesante come un macigno che ha finito per riportare al centro della scena quello che Renzi a più riprese ha tentato di allontanare, ovvero il pasticcio di trasformare la consultazione popolare sul Senato 3.0 in un referendum su di lui e il suo governo. Con altrettanto pesanti effetti sulla stabilità dell’esecutivo e dunque la durata della legislatura, se a vincere dovesse essere il no. 

Referendum, effetto boomerang su Renzi per colpa dell'ambasciatore Usa in Italia
Ma la “frittata” Made Usa ormai è stata fatta. L’ambasciatore Usa in Italia è stato chiaro nel dire che l’eventuale vittoria del no rappresenterebbe “un grande passo indietro” per catalizzare sull’Italia investimenti stranieri e in primis quelli a stelle e strisce
. Più chiaro di così. Nella ridda delle indignazioni che si sono levate dall’opposizione si registra quella, assai significativa di Pierluigi Bersani, leader in pectore della minoranza dem che ha tuonato: “Cose da non credere, ma per chi ci hanno preso?”. Il che fa pensare che l’uscita del diplomatico dell’amministrazione Obama abbia ridestato le tensioni interne, mai peraltro sopite dalle parti del Nazareno. Sul versante opposto, le parole di John Phillips sono risuonate come musica per le orecchie del leader della Lega Matteo Salvini che parla di “ingerenza gravissima” e ne approfitta per rilanciare lo slogan che da tempo ha coniato e sul quale ha tratteggiato il nuovo volto del partito: “Mai più schiavi”. Di “ingerenza gravissima” parla anche Roberto Fico, parlamentare dei 5Stelle, membro del direttorio pentastellato nonchè presidente della Commissione Vigilanza della Rai. 

Il metro della portata della nuova polemica lo si ha ascoltando le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, quasi ‘costretto’ a intervenire per placare le acque – agitatissime – della polemica politica. Proprio il capo dello Stato, dalla Bulgaria, ha usato i social e Twitter in particolare per dire che il referendum rappresenta “un passaggio democratico da vivere serenamente, interesse internazionale esiste, ma la sovranità resta degli elettori”. 

autore / Lucia Bigozzi
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