Corsi all'affettività, Costanza Miriano: "Giannini, Padre Botta potrà parlare di castità?"

14 settembre 2016 ore 17:01, Marco Guerra
“Se sul piano culturale non si capisce cosa significhi il vero amore e l’affettività, almeno lo Stato ci lasci la libertà di decidere chi deve spiegarlo ai nostri figli”. Cosi la giornalista Costanza Miriano commenta per IntelligoNews l’annuncio del Ministro Giannini riguardo all’attivazione dei corsi di educazione all’affettività, dietro ai quali si celerebbe la promozione di teorie del gender e la destrutturazione dell’identità sessuata degli studenti. 

Il ministro Giannini ha detto che entro ottobre saranno presentate le linee guida per l’educazione all’affettività e la lotta alle discriminazioni. Secondo alcuni queste bozze propugnano una vera e propria educazione di genere che presenta la famiglia e alcune differenze tra i sessi come degli stereotipi da abbattere. Insomma l’offensiva sia temi etici riparte delle scuole? 
“La Giannini in una recente intervista ha detto che gli insegnanti verranno preparati a parlare d’amore, chiarendo sull'intervista in tv. Dal punto di vista culturale la battaglia diventa sempre più difficile, dopo anni di martellamento mediatico sono riusciti a far celare questa strategia dietro la lotta al bullismo? Però c’è tutta una battaglia da fare sulla libertà, ovvero “dite tutte le bugie che volete però non ai nostri figli”! Almeno mi dovete informare? Io pretendo di sapere cosa viene detto loro a scuola e da chi, avendo il diritto di dire sì o no. Se chiamano un sedicente esperto a parlare di sesso io posso chiamare Padre Maurizio Botta a parlare del valore della castità?”.

Quindi secondo lei la battaglia culturale è ormai persa?
“No, affatto, ma purtroppo le masse sono molto condizionabili e vengono considerate poco intelligenti e inadeguate ad educare i propri figli da parte della cosiddetta sinistra illuminata. Questo lo trovo un atteggiamento poco di sinistra, pensare che le masse debbano essere colonizzate culturalmente e che famiglie non siano in grado di educare i propri figli. Purtroppo rischia di prevalere questo modello culturale. Quindi, ribadisco, la nostra battaglia deve essere sulla libertà di
Corsi all'affettività, Costanza Miriano: 'Giannini, Padre Botta potrà parlare di castità?'
educare relativamente ai temi sensibili. Nella scuola dell’obbligo non mi può essere imposto di far ascoltare ai miei figli lezioni che relativizzano il sesso di appartenenza. Poi tutto ciò va al condizionale perché queste linee guida, almeno ufficialmente, non sono state viste da nessuno”.

Ma allora che cosa dobbiamo aspettarci? Cosa intende il Ministro per educazione all’affettività?
“Purtroppo in quella definizione che appare in quelle poche righe del comma 16 può essere compreso tutto e il contrario di tutto. Diciamo che le premesse giustificano le nostre preoccupazioni, sappiamo qual è l’orientamento culturale di questo governo: la legge liberticida cosiddetta anti-omofobia ne è l’esempio più concreto. Quindi diciamo che l’impianto culturale non mi lascia ben sperare, però finché non escono le linee guida, insomma prima di lanciare l’allarme, noi dobbiamo pretendere che le famiglie siano informate e abbiamo la possibilità di dare il consenso. Anche Vendola dovrebbe essere d’accordo sul fatto di essere informato e poter dire sì o no. Poi onestamente la formazione obbligatoria di Stato su temi come la sessualità e l’affettività è una follia”.

Se potesse incontrare il ministro Giannini cosa le direbbe?
“Che l’affettività e la sessualità non possono essere considerati temi neutri. La visione di questi due temi rientra nella sfera più intima della persona, e la persona è nella sua radice che viene coinvolta, quindi la famiglia ha il primato. La scuola non dovrebbe occuparsene ha già tante emergenze da affrontare…”.

Ma una scuola che si occupa di sesso e fa corsi di ogni tipo, dalla pizza e i nuovi balli, è lo specchio della società italiana?
“Assolutamente sì, sono rimasta scioccata quando ho iniziato a portare i miei figli a scuola, a trent’anni di distanza dal mio percorso scolastico i loro libri sembravano dei giochi.  C’è stato un calo di livello incredibile, si vuole solo divertire i bambini, che va pure bene ma lo studio non è solo questo: lo studio è sapere, sacrificio, misurarsi con se stessi e con qualcosa di inizialmente impegnativo. Anche a sentire certi strafalcioni degli insegnanti si capisce che la scuola dovrebbe tornare ad interessarsi di più della didattica, a pretendere di più”.

Chiedendo solo il consenso informato si rischia però di creare una maggioranza esposta alle nuove spinte relativiste e una minoranza chiusa nel ghetto perché difesa dai genitori? 
“Purtroppo sì, infatti sarebbe meglio che tutti gli studenti venissero salvaguardati e non privati del loro diritto allo studio, perché secondo me queste lezioni saranno tutte ore tolte a materie più importanti. Comunque vorrei segnalare un altro rischio: se le notizie parziali che abbiamo saranno confermate, l’amore e l’affettività rischiano di essere presentati in modo poco attraente, mentre si tratta di aspetti meravigliosi e misteriosi della vita. Mi sembra che in questo modo perdano tutto il loro fascino. Parliamo di qualcosa di alto e seducente che rischia di essere ridotto ad una lezioncina tramite insegnanti che sono stati formati da un breve corso di aggiornamento. Infine credo che i musulmani saranno in conflitto con questi corsi. Si parla tanto di rispetto e di evitare elementi di conflitto, poi si scambia l’integrazione con il partecipare ad un aperitivo con il cous cous. Integrazione è rispettare tutte le sensibilità”.  










autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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