Poletti "molla" le riforme, il lavoro "si può creare da soli": le alternative

14 settembre 2016 ore 21:46, Luca Lippi
Il ministro Poletti è intervenuto a margine di un convegno al Cupla (Comitato unitario pensionati lavoro autonomo) durante il quale è stato presentato un rapporto del Cer (Centro Europa ricerche) secondo il quale negli ultimi sette anni le pensioni medio basse hanno ridotto il loro potere d'acquisto di circa il 3-4%, una perdita in valore assoluto mediamente di 70 euro, una caduta "totalmente da attribuire al maggiore prelievo fiscale diretto". 
Per questo Poletti ha sottolineato: "La no tax area dei pensionati va equiparata a quella dei lavoratori dipendenti" augurandosi che ciò possa avvenire in "legge di Bilancio". è solo uno stralcio del suo intervento che riportiamo in sintesi nella seconda parte.
Il convegno organizzato dal Cupla è stato indetto per lanciare tre proposte: 
1) Allineare le detrazioni fra dipendenti e tutti i pensionati (ex dipendenti o ex autonomi). 
2) Estendere i bonus Irpef dei dipendenti anche ai pensionati. 
3) Creare un nuovo bonus sempre di 80 euro al mese, che non parta da 8000 euro ma da 6500 per garantire anche le Pensioni più basse. Le pensioni basse (al di sotto delle 13.500 euro annue) in Italia riguardano 6 milioni di persone, il 40% sono ex autonomi.
Il Ministro Poletti, invitato a intervenire al dibattito, ha avuto particolare attenzione a sottolineare che gli italiani devono abbandonare l’aspirazione per il lavoro dipendente, e poi ha cercato anche di driblare sui bonus ai pensionati. 
Tenendo a parte il discorso dei bonus, che alla fine non hanno prodotto alcun beneficio concreto, il Ministro Poletti probabilmente intende anche superare la scarsa valenza del jobs Act che in concreto a prodotto assai meno di quanto è costato.

Poletti 'molla' le riforme, il lavoro 'si può creare da soli': le alternative

Il Ministro Poletti intervenendo dice: “Quando si parla di pensioni la tentazione di fare promesse è forte, ma il rischio di non poterle mantenere è alto. I pensionati nella società hanno un ruolo che non è definito dalla legge, ma il fatto che facciano volontariato e associazionismo è molto importante. Se il mondo del volontariato una mattina decidesse di non mettersi in piedi, questo paese non partirebbe. Sono 6 milioni i volontari in Italia. Questi non possono essere visti come una ruota di scorta rispetto a ciò che non fa il mercato e questo mondo deve anche partecipare nel prendere le decisioni da protagonista. Vanno rimossi gli ostacoli e la burocrazia che impediscono a ognuno di fare ciò che potrebbe per la collettività. Serve un sistema più flessibile e dinamico anche su welfare, assistenza e sanità. Facendo sì che le persone possano restare a casa più possibile piuttosto che in un ospedale o in un istituto, perché l'ambiente domestico è sempre migliore. C'è una fascia larga della popolazione che vive in povertà. Quando chiude un'azienda non abbiamo perso solo X posti di lavoro ma anche l'azienda e l'imprenditore, ovvero lo strumento per creare la ricchezza. Tanti ci chiedono di creare più posti di lavoro, ma voglio ricordare che ci sono due alternative: fare il dipendente di qualcuno o cercare di costruirsi la propria strada. Esiste infatti la possibilità di costruirsi da soli il lavoro mettendosi in proprio, aprendo piccole attività, negozi o fare gli artigiani. I posti di lavoro vengono dalle aziende che lavorano, non dalle riforme di Poletti o di altri. E anche il lavoro pubblico si crea con le tasse di cittadini e imprese. Importante è aver introdotto 200-400 ore obbligatorie di alternanza scuola-lavoro, in modo che il sapere si alterni al saper fare ed i ragazzi capiscano come funzionano le cose. Le riforme le abbiamo fatte perché le abbiamo volute noi. L'Inps dice che è calato del 30% il ricorso alla Cassa Integrazione? E' più gente che tornata a lavorare. Non prenderemo i soldi ai pensionati da nessun punto di vista. E' giusto equiparare e portare alla stessa soglia la No Tax area fra pensionati e lavoro dipendente, non vedo la ragione di questa differenza. Dobbiamo fare in modo che si innalzino le pensioni più basse. Sulla rivalutazione e aggancio ai costi della vita è chiaro che essi devono essere coerenti con le condizioni di vita. Non avere inflazione non è una buona situazione in assoluto, almeno un 2% annuo è augurabile e sostenibile perché aiuta a far girare l'economia. Per chi aspetta di andare in pensione, serve più flessibilità in uscita, aiutando soprattutto chi ha perso il lavoro. Il 21 settembre ci vediamo con le parti sociali per valutare un intervento che aiuti le aree in difficoltà sociale”.
Più chiaro di così?

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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