Da Einaudi a Cicciolina, l’evoluzione liberale e liberista del Pli

15 aprile 2013 ore 9:34, Americo Mascarucci
Da Einaudi a Cicciolina, l’evoluzione liberale e liberista del Pli
Egregio onorevole Stefano De Luca, al congresso del Partito Liberale italiano del 2009 lei, insieme al senatore Paolo Guzzanti, si era battuto come un leone contro Arturo Diaconale e Marco Taradash che volevano far confluire il Pli nel Pdl. Lei difese l’autonomia dei liberali dal berlusconismo e la maggioranza degli iscritti le diede ragione eleggendola alla segreteria nazionale contro il direttore dell’Opinione. Poi però Guzzanti se lo è perso per strada, perché il suo feroce anti-berlusconismo si è talmente annacquato da essere riaccolto a braccia aperte nella redazione de Il Giornale. Lei no, è rimasto a presidiare il fortino liberale e la dignità di un partito che ha avuto fra i suoi fondatori, nel dopoguerra, il primo (o secondo se includiamo anche il mandato provvisorio di De Nicola) presidente della Repubblica Luigi Einaudi ed il filosofo Benedetto Croce (se andiamo alle origini risaliamo addirittura al conte di Cavour). Un partito che nel corso degli anni è stato guidato da autorevoli personalità, controverse certo, criticabili sotto molteplici aspetti, ma tutte rispettabili e dotate di autentica cultura liberale. Il vostro partito per un periodo ha potuto anche godere del voto del grande Indro Montanelli, almeno fino a quando non è arrivato Valerio Zanone fautore della svolta a sinistra. Con Giovanni Malagodi vi eravate strenuamente opposti alla collaborazione con i socialisti, senza però riuscire ad offrire un’alternativa di centrodestra superando i pregiudizi antifascisti. Ad un certo punto siete andati con il cappello in mano nel centrosinistra ad occupare lo spazio dei parenti poveri cui spettano solo le briciole. Meglio di niente certo, e infatti durante gli anni del pentapartito, grazie a qualche poltroncina ministeriale, un po’ di consenso in più l’avete guadagnato. Poi è arrivato il ciclone Tangentopoli e vi siete ritrovati con un ministro della sanità, Francesco De Lorenzo, inseguito dagli avvisi di garanzia e dalle richieste d’arresto, additato di fronte all’opinione pubblica come il grande affossatore del sistema sanitario nazionale. A quel punto tutto è andato a rotoli, il Pli si è sfasciato, la storica sede di via Frattina è stata smantellata e i vostri esponenti si sono sparsi, chi a destra (Alfredo Biondi, Antonio Martino, Egidio Sterpa) chi a sinistra (Valerio Zanone). Però, se c’è stato chi ha pensato di rifare la Dc, chi il Psi, chi persino il Psdi, non si capiva perché non andava rifatto anche il Pli. Ci siete riusciti, ma siete stati capaci di dividervi pure in quattro gatti perché il Berlusca, furbescamente, ha provato tramite i suoi “cavalli di Troia” a mettere le mani su di voi per poter aggiungere un’ulteriore bandierina nel pantheon dei partitini satelliti del Pdl. Lei è riuscito ad impedirglielo e di questo giustamente va fiero. Oggi il Pli è un partito autonomo, libero ed indipendente, talmente indipendente da permettersi il lusso di fare concorrenza al Pannella dei tempi migliori, candidando nella lista per il Comune di Roma la celebre ex pornostar Ilona Staller in arte Cicciolina. In altri tempi, quando il Pli aveva la dignità, o la presunzione, di essere considerato il partito di Einaudi e Croce nonostante De Lorenzo, un’idea simile non sarebbe stata presa nemmeno in considerazione. Perché, se è vero che la Staller ha diritto come tutti di candidarsi e fare politica, è altrettanto vero che negli anni in cui, grazie a Pannella è entrata in Parlamento, al di là di qualche gustoso siparietto ripreso dalle televisioni, non è che abbia lasciato segni indelebili della sua attività. Ma a voi in questo momento servono i voti e il voto non necessariamente deve essere di testa o di cuore. Così, dall’Estetica del Croce siete passati all’estetica dell’autoerotismo. Complimenti, e buona fortuna.  
 
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]