Pd-Pdl, programmi a confronto: Larghe Intese o grandi prese in giro?

15 aprile 2013 ore 14:01, Francesca Siciliano
Pd-Pdl, programmi a confronto: Larghe Intese o grandi prese in giro?
Da Berlusconi e i suoi discepoli è tutto un fioccar di richieste di governissimo (che viene declinato nella più sobria formula di Larghe Intese). Ma Bersani per il momento resta sulle sue. L'idea di salvare il Cavaliere da Magistratura e «toghe rosse» non lo alletta. E allora ha presentato 8 punti sui quali non intende trattare. 8 punti prontamente seguiti dal Pdl, che nonostante tutto continua ad invocare un accordo programmatico con i democrat. Vediamo insieme questi 8 punti. Berlusconi nel primo ribadisce quello che è stato il suo cavallo di battaglia elettorale: «Abolizione dell'Imu sulla prima casa e restituzione importi versati nel 2012» e al 2 sostiene si debbano «rivedere i poteri di Equitalia». Bersani dal suo canto al punto 2 recita: «Misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro: allentamento Patto di stabilità; riduzione e redistribuzione dell'IMU, blocco dei condoni e rivisitazione delle procedure di Equitalia». Non c'è bisogno di sottolineare che tra le parole “abolizione” e “riduzione” c'è una netta differenza, anche se sulla questione Equitalia fanno fronte comune nel combattere lo strapotere statale. Sulla questione del taglio agli stipendi dei parlamentari il Pd propone al punto 3 una decisa «riforma della politica e della vita pubblica (tra cui revisione degli emolumenti di Parlamentari e Consiglieri Regionali e legge elettorale per doppio turno di collegio)», mentre il Pdl (probabilmente prefigurando di non aver problemi in futuro) propone solo «l'abolizione dei contributi pubblici per le spese sostenute da partiti e movimenti politici». Il cuore delle “pillole” programmatiche poi è emblematico. La distanza siderale, ideologicamente parlando, tra i due schieramenti c'è, è viva e vegeta. Il Pdl, di impostazione liberista, propone  il «riconoscimento alle imprese di detrazioni se assumono giovani» (punto 3) «norme per la riforma del sistema fiscale» (punto 6) e «sburocratizzazione delle attività di impresa» (punto 4). Il Pd bersaniano pone al centro delle proposte un giustizialismo coniugato alla socialdemocrazia (come conciliare grillismo e moralismo di sinistra): «Voltare pagina sulla giustizia e sull'equità: legge su corruzione, prescrizione e falso in bilancio» (punto 5) e il sempre di moda «conflitto interesse, incandidabilità, ineleggibilità» (punto 6). La «riforma della giustizia» che propone il Cavaliere nell'8 punto, c'è da scommetterci, non avrebbe nulla a che vedere con quella invocata dai democrat. In ultimo Bersani inserisce tre punti (il 6, 7 e 8) inerenti «all'economia verde e sviluppo sostenibile»;«prime norme sui diritti: cittadinanza per chi nasce in Italia e norme sulle unioni civili di coppie omosessuali secondo i principi della legge tedesca e norme per settore istruzione e ricerca». Berlusconi conclude con «l'lezione diretta del Presidente della Repubblica e rafforzamento dei poteri del Presidente del Consiglio». Alla luce di tutto questo, sulla base di cosa B&B dovrebbero trovare un accordo?        
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