Dove c’è Barilla c’è… lievito di governissimo

15 aprile 2013 ore 17:06, Lucia Bigozzi
Dove c’è Barilla c’è… lievito di governissimo
Una stretta di mano e via oppure un caffè-lungo nel foyer? Berlusconi e Renzi al Teatro Regio di Parma per celebrare il centenario di Pietro Barilla, in attesa che il Cav. veda Bersani (domani, al massimo mercoledì). Dopo il tanto chiacchierato vis-à-vis in quel di Arcore il leader e il neo-leader si ritrovano, stavolta in campo neutro e per puro caso (forse).
Che tra i due ci sia un certo feeling è nella storia delle dichiarazioni incrociate degli ultimi mesi: Berlusconi non ha mai fatto mistero di stimare il sindaco di Firenze, la sua intraprendenza e il suo parlar chiaro (tanto che nel centrodestra sono tutti a caccia del Renzi di casa) e Renzi ha sempre rifiutato l’antiberlusconismo ideologico dei compagni di partito e detto e ridetto che lui il Cav. lo vuol mandare in pensione (politicamente) e non in galera. Al di là dei reciproci pensieri, sta di fatto che l’incrocio tra i due può essere l’occasione per riparlarsi alla vigilia del voto per il Colle (con annesso schema sul governo) e nel pieno della guerra interna che sta dilaniando il Pd. Una prima convergenza tra i due c’è: Renzi ha impallinato in un colpo solo i due candidati ai quali stava lavorando Bersani, Anna Finocchiaro e Franco Marini. Il Pdl non vuole il candidato unico del Pd, Finocchiaro compresa. Entrambi bocciano la deriva bersaniana, auspicano il governo di scopo e il dialogo Pd-Pdl ma sono pronti, in caso di debàcle bersaniana, al voto. Terzo elemento: entrambi potrebbero apprezzare la candidatura di D’Alema al Quirinale. Berlusconi considera D’Alema al Quirinale l’opzione di gran lunga migliore a quella di Prodi e del resto tra le rispettive diplomazie, un dialogo a distanza c’è sempre stato, fin dai tempi della bicamerale. Renzi in questo momento potrebbe avere in D’Alema un alleato contro il muro che Bersani sta tirando su non solo sul candidato al Colle e sulla formazione del governo, quanto per la leadership del Pd. Gli spifferi di Intelligonews raccontano che il caffè a Palazzo Vecchio sarebbe servito a ragionare anche di questo, oltrechè della necessaria ma in questo momento complicata unità del partito. A Parma, nella città del grillino Pizzarotti, Berlusconi e Renzi potrebbero testare le prove tecniche di geometrie variabili per l’uomo del Colle. Ma le carte restano coperte, almeno fino a giovedì. Nonostante Bersani.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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