Presidenziali Usa, Marcigliano: "Cosa cambierà con Hillary nella politica dei democratici"

15 aprile 2015, Marta Moriconi
Hillary Clinton? Sì grazie. A gennaio del 2016 negli Stati Uniti inizierà ufficialmente la campagna elettorale per le presidenziali con le primarie dei partiti per la scelta dei candidati. Abbiamo chiesto ad Andrea Marcigliano, giornalista e saggista, redattore di Il Nodo di Gordio ed esperto di geopolitica di tracciare per IntelligoNews il nuovo percorso democratico degli Usa. 

Presidenziali Usa, Marcigliano: 'Cosa cambierà con Hillary nella politica dei democratici'
Hillary Clinton sembra rappresentare più il partito anti-Obama della classe media che i democratici. Occhieggia ai Repubblicani? 

"Hillary non occhieggia ai Repubblicani, ma semplicemente riprende la linea dei New Democrats di Bill Clinton, molto diversa da quella del liberal Obama. Per lei è fondamentale conquistare l'elettorato intermedio, la Middle Class, da sempre oscillante tra Dem e Repubblicani. È anche l'unica possibilità che le resta per vincere, visto che la popolarità di Obama è ai minimi storici e il Partito Democratico in caduta libera. Inoltre la Clinton cercherà di andare a razziare i voti moderati visto che in campo repubblicano vi è una sorta di affollamento a destra, troppi conservatori e iper-conservatori da Marco Rubio a Scott Walker del Wisconsin, da Ted Cruz a Rand Paul. Tutti troppo conservatori o tea party per intercettare il voto moderato. Certo se scendesse in campo, come si dice, Jeb Bush le cose cambierebbero. Sarebbe un bel testa a testa". 

Cosa cambierà con Hillary nella politica dei democratici? E come sarà la "nuova America" con lei? 

"Hillary alla Casa Bianca probabilmente manterrebbe alcuni aspetti delle politiche sociali di Obama, in particolare la riforma sanitaria. Per il resto cambierebbe tutto. Soprattutto in politica estera. Migliorerebbero sicuramente i rapporti con Israele, anche perché gli accordi con l'Iran verrebbero rimessi in discussione. E le stesse aperture verso Cuba subirebbero una frenata. I Clinton sono da sempre appoggiati dagli esuli cubani, e poi Hillary non ha mai condiviso l'idea di Obama di disimpegnare gli States dall'America Latina. Per lei i continente meridionale continua ad essere il Giardino di Casa".
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