Immigrati, Santori (Cons. Lazio): “Regioni non possono più accogliere. Zingaretti dica no ad Alfano”

15 aprile 2015, Lucia Bigozzi
Immigrati, Santori (Cons. Lazio): “Regioni non possono più accogliere. Zingaretti dica no ad Alfano”
“Basta accoglienza, di solidarietà ne abbiamo già fatta tanta. Zingaretti dica no ad Alfano”. E’ netto il giudizio del consigliere regionale del Lazio Fabrizio Santori che nella conversazione con Intelligonews, boccia l’appello del Viminale alle Regioni e spiega perché nel Lazio e a Roma non “possiamo più accogliere nessuno”.

Il Viminale chiede alle Regioni di ospitare gli immigrati che arrivano in Italia. Favorevole o contrario?

«Se fossi il presidente della Regione Lazio respingerei al mittente la richiesta del Viminale perché qui siamo oltre l’invasione, siamo all’occupazione dei nostri territori a spese nostre, cioè dei cittadini italiani. Gli ultimi bandi della prefettura parlano di milioni di euro per un’assistenza completa agli immigrati: vitto, alloggio, scheda telefonica. Sono solo alcune voci di spesa a carico della collettività nei confronti di coloro che io non considero profughi ma immigrati clandestini, perché non c’è alcuna certificazione del loro status di profugo: sbarcano, vengono accolti e assistiti, poi nel tragitto dal centro di accoglienza ai centri di destinazione nella varie regione, su cento immigrati ne arrivano 50 e gli altri dove vanno, chi li controlla?».

Qual è la risposta della Regione Lazio all’appello del Viminale? Molte Regioni hanno già detto no. 

«Finora da parte del presidente Zingaretti c’è stato un silenzio assordante; del resto mi aspetto che la Regione Lazio accolga subito l’appello del Viminale perché qui è stata data un’assistenza a 360 gradi. Per ora non c’è stata una risposta ufficiale, il che già di per sé rappresenta un problema e un segnale perché vorrei ricordare che il Viminale circa un anno e mezzo fa, aveva già rivolto un appello alle istituzioni territoriali per accogliere mille immigrati e il sindaco Marino rispose dando la disponibilità per quanto riguarda Roma Capitale superiore dicendo che la città era pronta ad accogliere tremila immigrati. Quindi da Zingaretti e Marino mi aspetto un rilancio della disponibilità. Sono molto preoccupato e in Consiglio regionale presenterò un atto per chiedere a Zingaretti di dire no al Viminale e poi siamo pronti a iniziative coi cittadini in tutti i luoghi per far sentire la nostra contrarietà a quella che considero una vera e propria occupazione dei nostri territori»

A proposito di occupazione, Salvini ha detto che la Lega è pronta a occupare i luoghi dove gli immigrati saranno accolti. Lei condivide o no?

«Condivido pienamente la posizione di Salvini perché in questo momento di crisi bisogna pensare ai cittadini italiani: ci sono tantissime persone in gravi difficoltà, i giovani che non trovano un lavoro: i soldi dovrebbero essere spesi per l’assistenza alla nostra gente  - e parlo di case popolari, servizi per i disabili, asili nido - non per quella agli immigrati clandestini. I servizi sociali stanno esplodendo e mentre ai cittadini italiani che hanno bisogno negli uffici territoriali si ripete la litanìa che non c’è un euro per loro, a Roma vengono impegnati 70 milioni di euro per il welfare di cui il 52 per cento sono destinati a immigrati e nomadi, oltretutto penalizzando fortemente anche gli immigrati regolari che vivono e lavorano da noi.  A marzo scorso è uscito il bando della prefettura relativo a 3185 profughi che ci costeranno 28 milioni di euro. Ora c’è l’appello del Viminale per un’ulteriore accoglienza, mi domando: quanti immigrati ci dobbiamo aspettare ancora?».

Quindi qual è la sua ricetta? 

«Io dico basta accoglienza, anche perché noi abbiamo già dato e dato tanto. Qui è diventato un problema di sopravvivenza, con l’Europa ferma anche perché abbiamo un governo debolissimo che non riesce a portare a casa i Marò figuriamoci se è in grado di imporsi con l’Ue. Dobbiamo impegnare la Marina Militare a pattugliare le coste e a riaccompagnare indietro i profughi. Accanto a questo vanno rivisti i trattati europei e chiusi accordi unilaterali coi Paesi di provenienza degli immigrati. In questo momento la priorità è rilanciare l’economia e dare lavoro ai cittadini italiani. Punto».

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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