Italicum, Fassina (Pd) risponde a Renzi: “Bleffa. Le regole del gioco vanno condivise"

15 aprile 2015, Lucia Bigozzi
Italicum, Fassina (Pd) risponde a Renzi: “Bleffa. Le regole del gioco vanno condivise'
“Quello di Renzi è un bluff scadente”. Secco il commento di Stefano Fassina, parlamentare “ribelle” dem a poche ore dalla riunione del gruppo parlamentare Pd chiamato a votare su come votare in Aula l’Italicum. Nella conversazione con Intelligonews, anticipa come andrà a finire…

Renzi dichiara che se l’Italicum non passa è costretto a salire al Quirinale per le dimissioni. Qual è la sua valutazione? E’ un alzare i toni a poche ore dalla riunione del gruppo parlamentare Pd o uno scenario verosimile?

«È un bluff scadente. La legge elettorale ha rango costituzionale ed è materia parlamentare. Invece, il messaggio in campo è: dopo l’approvazione della legge elettorale elezioni prima possibile, cioè a primavera 2016»

Perché lo definisce un bluff?

«Bluff nel senso che le dimissioni sulla legge elettorale che è materia di livello costituzionale sono incomprensibili e votare con il Consultellum sarebbe lo scenario peggiore possibile per Renzi. Quindi considero le sue parole un bluff, sia perché in quel caso si dovrebbe votare con il Consultellum che non piace al premier, sia perché le dimissioni per un eventuale modifica della legge elettorale sono un assoluta forzatura».

Area riformista voterà no se non ci saranno modifiche, lei non voterà l’Italicum così com’è e faranno altrettanti i Civatiani. Se questo è, scusi ma cosa uscirà dalla riunione di stasera?

«Uscirà ciò che è assolutamente scontato che esca, ovvero un’approvazione a maggioranza della proposta del segretario Pd-presiedente del Consiglio; dopodichè è grave che si continui a minacciare il ricorso alla fiducia; oltretutto è un indicatore della subalternità nella quale si vuole tenere il Parlamento. Non solo ma la fiducia su una legge elettorale è inaccettabile in termini di principio anche se fosse la legge elettorale più bella e perfetta del mondo»

Sì, ma numeri alla mano e sommando i no annunciati dalle varie componenti della minoranza, vince sempre la maggioranza renziana?

«Ci sarà ancora una maggioranza. Lo strappo sarebbe molto grave perché vi è circa un terzo del gruppo parlamentare contrario. Le regole del gioco dovrebbero essere condivise da larghissima parte del parlamento ma qui non sono condivide neanche dal principale partito che sta al governo»

Tra minoranze dem, Fi e opposizioni contrarie, Renzi rischia di cadere sull’Italicum?

«Non ha senso fare questi conti adesso, perché la legge elettorale è materia del Parlamento e la stabilità del governo non è in discussione».

Ma se stasera si conferma lo strappo che succede nel Pd? Forse quello che sta succedendo tra Fitto e Berlusconi?

«Lo strappo lo determina chi non riconosce su una materia così delicata le posizioni diverse di parte significativa del gruppo parlamentare, a cominciare dal capogruppo Speranza che in questi mesi ha dimostrato grande senso di responsabilità. Ed è grave anche perché il problema che si pone per l’Italia è molto serio: con il pacchetto riforma elettorale e riforma del Senato cambia la forma di governo e di fatto, viene introdotto un presidenzialismo senza i necessari contrappesi dove chi arriva primo a prescindere dal consenso raccolto, non solo esprime il governo ma nomina anche il presidente della Repubblica, i giudici della Corte Costituzionale e tutte le funzioni di garanzia. Tutto ciò sarebbe un arretramento pericoloso della nostra democrazia»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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