Appello Papa su gender, Mancuso: "Così congela il dialogo riservato che aveva aperto con Lgbt"

15 aprile 2015, Adriano Scianca
Appello Papa su gender, Mancuso: 'Così congela il dialogo riservato che aveva aperto con Lgbt'
“Per fortuna che è marxista...”. Questo l’ironico commento che Aurelio Mancuso, attivista lgbt e presidente di Equality Italia, ha riservato su Twitter all’intervista rilasciata dal filosofo Diego Fusaro a IntelligoNews in merito alle odierne dichiarazioni di Papa Francesco su gay e ideologia gender. Ma Mancuso replica: “L’ideologia gender non esiste. Con Bergoglio si era aperto un dialogo riservato, ma ora è tutto congelato perché lui dà ascolto a minoranze reazionarie”. 

 Mancuso, lei ha polemizzato con Fusaro. Cosa non le piaceva delle sue tesi espresse a IntelligoNews? «Non mi stupisce che filosofi marxisti diano ragione alla Chiesa sulla morale sessuale, è un percorso che già aveva fatto Tronti. Ma dire che oggi c’è troppa libertà e irresponsabilità quando fino a pochi anni fa anche da noi vigeva l’inferiorità della donna e la totale clandestinità degli omosessuali mi pare troppo. Capisco la volontà di accorrere alla corte vaticana, ma insomma… Io poi sono cattolico, ma mi fa impressione che certi atei aderiscano alle concezioni del cattolicesimo più retrivo anziché al dibattito post-conciliare». 

Lei si dichiara cattolico, ma il Papa anche oggi è stato molto chiaro circa l’ideologia gender. Sbaglia lei o sbaglia il Papa? 
«Questo Papa è molto influenzato dal fatto di arrivare dall’America Latina, dove la Chiesa subisce la concorrenza dei neoevangelici che hanno teorie molto aggressive su questi temi. Capisco quindi che abbia la preoccupazione di essere superato da loro. Io non ho l’autorità per dire al Papa che ha torto, faccio solo notare che negli ultimi anni il cattolicesimo ha sviluppato un dialogo alla luce del sole con il femminismo e con il mondo lgbt». 

Insomma, fra Vaticano e mondo omosessuale riparte lo scontro… 
«Guardi, da parte nostra c’è grande disponibilità. Il problema è quando la gerarchia cattolica dà ascolto a piccole minoranze cattoliche di stampo reazionario. Io conosco il mondo cattolico, ho difficoltà a pensare che i cattolici medi aderiscano a posizioni estremiste come quelle della Manif pour tous o delle Sentinelle. Il Papa stesso, però, molte volte ha dimostrato di essere aperto ma poi ha dato ascolto a minoranze esagitate. Io nella comunità lgbt ero uno dei pochi che aveva sperato in una maggiore apertura di Bergoglio. E spiragli di confronto in via riservata, sui cui non posso dire di più, si erano anche aperti. Ma se poi quattro volte in un mese il Papa spinge sull’ideologia gender, che peraltro non esiste, questo ricongela tutta la situazione. Peraltro non è che il Papa debba pensarla come il mondo lgbt. Può anche pensare che l’atto sessuale omosessuale sia immorale, ma magari potrebbe pensare che se due omosessuali si amano e vogliono vivere insieme hanno il diritto di farlo». 

Lei dice che l’ideologia gender non esiste. Facciamo chiarezza sul tema allora… 
«La comunità lgbt non mai parlato di teorie gender. Si discute dei ruoli di genere, che è una cosa molto differente. L’ideologia gender non esiste». 

Nelle linee guida di alcuni progetti scolastici c’è tuttavia una certa volontà di operare una rivoluzione antropologica che forse deborda dalle competenze degli educatori, non crede? 
«Io credo che la scuola debba seguire le determinazioni scientifiche attualmente vigenti rispetto al superamento delle discriminazioni di genere. Il tema vero è capire se nelle scuole italiane non si fa educazione sessuale per l’opposizione della Chiesa italiana».
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