FI alle prese anche col caso Viterbo: tutti contro tutti e rastrella Renzi

15 aprile 2015, Americo Mascarucci
FI alle prese anche col caso Viterbo: tutti contro tutti e rastrella Renzi
 La fotografia meglio riuscita, quella in grado di rappresentare alla perfezione lo stato confusionale in cui versa Forza Italia, l’ha fornita lo scontro fra il senatore forzista ex An Francesco Aracri e il vice coordinatore regionale del partito nel Lazio Francesco Battistoni. 

Quest’ultimo, già assessore nella Giunta Polverini, già capogruppo del Pdl alla Pisana e salito alla ribalta delle cronache per essere stato l’autore dell’esposto contro Franco Fiorito che portò alla luce lo scandalo delle “spese pazze” alla Regione Lazio, è finito nell’occhio del ciclone per aver caldeggiato a Viterbo la presentazione di una lista alle elezioni provinciali di secondo livello del 3 maggio, contrapposta a quella presentata dal coordinamento provinciale di Forza Italia, dal Nuovo Centrodestra e da Fratelli d’Italia. 

La sconfitta del centrodestra sarebbe stata comunque certa, visto che la maggioranza delle amministrazioni comunali chiamate ad eleggere il nuovo Consiglio provinciale è a guida centrosinistra. Tuttavia il fatto che i forzisti siano riusciti a litigare anche laddove non c’è da spartire praticamente più nulla, la dice lunga sullo stato di salute di un partito sempre più allo sbando. 

Il senatore Aracri ha quindi accusato sulla stampa Battistoni di lavorare per scongiurare ogni possibile tentativo di ricostituzione di un’area di centrodestra, inseguendo logiche esclusivamente personalistiche con l’obiettivo di favorire gli avversari. La lista “ispirata” dal vice coordinatore regionale, che tuttavia si è chiamato fuori pur sostenendo le ragioni dei sindaci e degli amministratori “dissidenti”, non ha espresso nessuna indicazione per il candidato alla presidenza, ma già il fatto che non abbia  optato per quello di centrodestra Fabio Bartolacci sindaco di Tuscania, fa nascere il sospetto che nel segreto dell’urna i voti dei forzisti vicini a Battistoni possano andare al candidato del Pd e sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola. 

A meno che non si scelga di votare scheda bianca considerando che comunque Mazzola avrebbe già la vittoria in tasca anche senza il soccorso azzurro. Aracri dicevamo ha sparato alzo zero su Battistoni, il quale per tutta risposta ha scelto di replicare alla renziana. Sapete come? Con un semplicissimo “Aracri, stai sereno!” quasi a voler evidenziare quella “connivenza” con il nemico denunciata dal senatore ex An. 

Niente male per un partito che pretende di tornare competitivo con il Pd. Finora di competitivo c’è soltanto il lancio di pomodori in faccia fra i vari dirigenti azzurri soprattutto a livello locale. Un tempo pensate, Forza Italia aveva il 30% dei consensi a Viterbo e poteva pure permettersi scontri congressuali con aventi diritto al voto oltre 11mila tesserati. Oggi non sta nemmeno al 10%, gli iscritti saranno al massimo duecento, eppure mai come oggi il partito appare lacerato dal correntismo. 

E’ di poche ore fa la notizia dell’esposto presentato da Raffaele Fitto contro Silvio Berlusconi per impedire l’utilizzo del simbolo ufficiale del partito nelle regionali in Puglia a sostegno della candidatura di Adriana Poli Bortone; candidatura lanciata da Berlusconi per stoppare quella di Francesco Schittulli in un primo tempo indicato ufficialmente dal partito, poi scaricato quando quest’ultimo si è schierato con Fitto e contro il coordinatore regionale Luigi Vitali. 

Uno scontro che dal piano politico si sta spostando su quello giudiziario. Nelle settimane scorse l’ex Cavaliere sembrava aver rialzato la testa, forte del suo ritorno sulla scena politica da uomo completamente libero, non più impedito dalle restrizioni giudiziarie. Aveva anche lanciato proclami di riscossa spingendosi a definire le prossime elezioni regionali il banco di prova per la rinascita del centrodestra. Sembrava convinto di ciò che diceva, al punto da permettersi pure di dettare condizioni agli alleati (vedi la Lega di Salvini). 

Da qualche giorno Berlusconi non parla praticamente più, forse dopo essersi reso conto delle spaccature in atto in tutte le regioni italiane chiamate al voto e dell’oggettiva impossibilità di vincere quasi ovunque. Adesso gli ultimi rumors parlano di un Berlusconi ormai rassegnato ad un nuovo “bagno di sangue” elettorale e pronto subito dopo il voto a procedere a quel repulisti generale annunciato a più riprese e sempre rinviato. 

Radere tutto al suolo e ripartire da zero con nuove idee e soprattutto nuove facce? Sarebbe questo il suo obiettivo dichiarato? Aspettare per credere.

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