Rivoluzione calcio: tecnologia in campo da settembre, ma cosa cambia davvero?

15 aprile 2016 ore 11:37, Andrea De Angelis
Ricordate quando Aldo Biscardi l'auspicava, nelle trasmissioni del lunedì (seguitissime) che facevano discutere per ore? In realtà era un po' una sorta di paradosso invocato perché, se davvero fosse arrivata, quella ed altre trasmissioni non avrebbero più avuto ragion d'essere. Almeno in parte. 

Ah, la moviola in campo. Volta a togliere ogni dubbio all'arbitro sovrano (spettava e spetterà comunque a lui l'ultima decisione) così da rendere l'esito delle partite meno opinabile. Più giusto. Ma giustizia è stata fatta? Sarà il tempo a dirlo, di certo ci si muove in quella direzione e la novità ormai alle porte (di calcio e non solo...) può essere classificata come una vera e propria rivoluzione. Come lo fu l'occhio di falco nel tennis, tanto per intenderci. Di occhio d'aquila non si potrà parlare in questo caso (i romanisti non la prenderebbero bene), ma al di là dei nomi è la sostanza che conta. 
Soprattutto la chiarezza. Perché la prossima stagione (e quella dopo ancora) sarà di mera sperimentazione. La notizia (non affatto scontata) è che la tecnologia in campo, da settembre, verrà sperimentata anche in Italia. Lo ha deciso l’Ifab che, attenzione, le regole le ha modificate già da un mese e mezzo. Lo scorso 5 marzo infatti diede l'ok all'introduzione di una sorta di moviola in campo. Un ausilio per gli arbitri. Allora, però, non si sapeva dove sarebbe stata provata. Da ieri invece si sa che la sperimentazione avverrà anche nello Stivale. Del resto Tavecchio da subito si era detto disposto a fare da cavia. Ne va del prestigio del calcio italiano, così in difficoltà nelle competizioni continentali. Almeno in questo cerchiamo, giustamente, di essere all'avanguardia. 

Rivoluzione calcio: tecnologia in campo da settembre, ma cosa cambia davvero?
Il sistema si chiama Var (Video assistance referee) e, nella riunione in agenda in Figc giovedì prossimo, si capirà di più dove e come verrà usato in forma sperimentale dentro i nostri confini: il protocollo della Fifa ancora non c’è, le linee guida a cui attenersi sì.  
Si comincerà con una fase di prova per tutta la prossima stagione, senza che nessuno si accorga di niente: ci vorranno almeno 5 telecamere e il 20- 25 % di partite di un campionato importante (serie A o B) sotto esame.  
Tra gli interrogativi c'è ancora un punto di domanda grande come una casa: sarà l'arbitro o un suo collaboratore a decidere cosa fare guardando nello schermo? E poi sono in molti a chiedersi cosa cambierà davvero. Il tentativo è quello di mettere fine alle polemiche e una cosa è certa: se Rizzoli avesse avuto la tecnologia in campo, probabilmente quel rigore al Barcellona contro l'Atletico Madrid di due giorni fa (all'ultimo minuto di gioco) sarebbe stato concesso. 

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]