Battisti, mito senza tempo "ingabbiato" dai diritti d'autore

15 aprile 2016 ore 11:20, Americo Mascarucci
Si è sempre detto che Lucio Battisti è un "cantante senza tempo", buono per tutte le stagioni e le sue canzoni sono considerate  immortali.
Ancora oggi tanti suoi successi da "Mi Ritorni in Mente"  a "I Giardini di Marzo" finendo con la sempre più orecchiabile "Acqua azzurra,  Acqua chiara" continuano ad essere trasmessi dalle radio e ascoltati anche da chi Lucio Battisti per ragioni di anagrafe non lo ha conosciuto.
Eppure da anni si dibatte intorno a Battisti non tanto per i suoi versi poetici e come detto immortali, quanto per le polemiche che accompagnano ogni iniziativa che si intende realizzare per ricordare l’indimenticabile "ragazzo di Poggio Bustone". 
Tante le iniziative proposte negli anni (Festival dedicati, premi musicali) tutte sempre pare puntualmente bocciate dagli eredi del cantante, con in  testa la moglie Maria Grazia Veronese che controlla la società Edizioni Musicali Acqua Azzurra detentrice dei diritti sulle canzoni di Battisti e che stando a quanto denunciato da più parti si opporrebbe sistematicamente a qualsiasi proposta. 

Battisti, mito senza tempo 'ingabbiato' dai diritti d'autore
Repubblica ricorda i difficili e contrastati rapporti fra gli eredi Battisti e Mogol che di Lucio fu amico e sodale artistico nel ruolo di paroliere: "Quando l’8 novembre 2014 - scrive Repubblica - esce un nuovo lavoro di Mogol intitolato Le canzoni di Mogol e Battisti in versione Rock New Era, una raccolta di pezzi molto famosi della coppia reincisi in versione moderna con la partecipazione degli allievi del Cet, la scuola di musica presieduta da Mogol in Umbria, i problemi con la Veronese tornano a galla. Nel progetto, da lei subito osteggiato, non è naturalmente presente alcun frammento della voce di Battisti. E non perché la Veronese immaginasse il mediocre risultato finale dell’operazione, nonostante tutta la buona volontà e l’impegno degli studenti. Come spiegò bene Mogol, non fu possibile a causa dell’universale veto imposto dalla ex moglie su qualsiasi iniziativa riguardante il marito. Nessun festival, nessun premio a lui dedicati, nessun tributo, figurarsi ripubblicare canzoni rivisitate o inediti ritrovati. 
Mogol, in segno di sfida, scelse di rendere disponibile il disco anche su iTunes, uno dei luoghi proibiti (insieme a tutte le piattaforme di streaming) e tra i più detestati dagli eredi Battisti. Perché? "Lucio, se fosse stato ancora vivo, avrebbe appoggiato il progetto", spiegò il paroliere". 
"Il canto libero di Battisti non può essere ingabbiato" denuncia Repubblica. Un auspicio che, almeno per il momento, non sembra proprio di poter vedere realizzato. 



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