Referendum, Puppato (Pd): "Napolitano è il passato, ma anche Renzi sbaglia. Perché io voto sì"

15 aprile 2016 ore 13:23, Andrea De Angelis
Mancano 48 ore al referendum sulle trivelle. Il 17 aprile gli italiani saranno chiamati al voto, ma negli ultimi giorni a tenere banco sono stati soprattutto gli inviti a non recarsi alle urne, su tutti quello dell'ex presidente Napolitano. 
IntelligoNews ne ha parlato con la senatrice democratica Laura Puppato, la quale ha una posizione decisamente diversa che si basa su una corretta e approfondita informazione...

Ieri su Twitter lei ha condiviso l'intervento della Gabanelli che ha invitato gli italiani a informarsi bene per poi comunque scegliere e dunque votare al referendum del 17 aprile. Immagino sia anche la sua posizione. 
"Il ragionamento è semplicissimo. Il tema del voto lo trovo un esercizio civile prima ancora che politico". 

Anche se il tema del quorum è politico. 
"Vorrei ricordare che nella nuova Costituzione abbiamo tolto questo tema. Nel momento in cui ci sono 800.000 richiedenti verrà meno il quorum, dando così valore al referendum stesso. Laddove c'è un interesse forte nazionale, si deve procedere a una valutazione sulle scelte da fare. Testimonianza questa che l'Italia referendaria in futuro darà un valore maggiore al volere popolare, proponendo anche i referendum propositivi e non solo quelli abrogativi. Tutto questo, tornando alla sua prima domanda, mi porta a credere che sia fondamentale scegliere la strada dell'informazione. Poi certo, uno può anche decidere di non andare a votare. Però l'atto necessario è l'informarsi preventivamente per poi raggiungere un convincimento". 

Tornando ai social, ieri al primo posto nelle tendenze c'era Napolitano. Le parole dell'ex presidente sono state contestate anche in maniera violenta. Come motiva quel suo appello al non voto?
"Penso che Napolitano abbia avuto molti meriti, ma la sua è una figura che ha risentito del suo tempo. Dove la forza politica era considerata prevalente e chi rappresentava una delega politica la riteneva appunta prevalente rispetto a qualsiasi altra forma di iniziativa popolare". 

Referendum, Puppato (Pd): 'Napolitano è il passato, ma anche Renzi sbaglia. Perché io voto sì'
Un'idea di partito diverso, più forte?
"Un'idea di politica diversa. Più antiquata, meno attinente all'attuale tempo dove gli aspetti civili e di coscienza personale vengono considerati elemento cardine, anche rispetto alle scelte da fare come popolo. Oggi secondo me, anche in relazione al referendum sulla Costituzione, sarà molto importante l'informazione che si riuscirà a dare e quindi ad avere. Io non voglio per mia natura e per scelta mentale nascondermi mai dietro un dito o non dare importanza alle cose. Anche quando sono cose tra virgolette residuali, come questo referendum sulle trivelle che è uno dei sei, e forse il meno rilevante. Ma anche qui c'è da capire, da concepire se vogliamo che gli impianti che poco funzionano vengano completamente dismessi e cancellati dai nostri mari e le piattaforme vengano decommissionate come previsto dalle legge 9/91, che tornerebbe così in vigore. O se invece si vuole evitare un maggior onere alle imprese produttrici, non obbligandole quindi allo smantellamento. Credo che anche su tematiche di questa specificità, di questa tecnicità ci possa e ci debba essere un'informazione puntuale e precisa". 

L'informazione come diritto e dovere?
"E anche come interesse. Sapere cosa si può decidere, di cosa si sta parlando lo considero come un valore. Non vorrei mai essere eteroguidata, ma vorrei che le scelte che faccio provengano da una mia informazione il più possibile approfondita. Non è possibile delegare sempre". 

Di Napolitano ha detto che appartiene, se vogliamo, ad un'altra epoca. Però Matteo Renzi appartiene alla nostra, tra i due ci sono cinquant'anni di differenza, ma l'invito è praticamente lo stesso. Perché Renzi ha detto che è legittimo astenersi?
"Renzi ha anche detto, correggendo decisamente il tiro, che ciascuno è legittimato a fare una scelta, di qualunque natura. All'interno del mio partito è noto che ci siano posizioni diverse. Lui ritenendo questo referendum residuale, probabilmente anche per lo sforzo compiuto per togliere di mezzo i quesiti referendari, tanto che cinque su sei sono stati cancellati da un cambio di marcia sul tema delle trivelle. Rimane questo quesito e Renzi ha ritenuto, secondo me sbagliando, ma comunque legittimamente che avesse poca rilevanza dal punto di vista politico, sostenendo così il non andare a votare. Poi nel partito ci sono posizioni diverse. C'è chi si espone per il sì, personalmente io ho questa linea e credo anche di sapere perché sì, avendo approfondito la tematica. 

Poi ci sono gli altri partiti...
"Nella mia Regione (Veneto, ndr) c'è chi come Zaia un po' furbescamente parte dal presupposto del sì non tanto per le trivelle, ma per la battaglia politica. Trovo assurdo che ci sia una Lega così fortemente interessata al sì...". 

Al di là del quesito l'importante è andare contro il Governo?
"Esattamente. Ed è anche per questo che io ritengo importante che all'interno del Pd regionale abbiamo deciso per la libertà di voto. Altrimenti, in caso di vittoria del sì, stupidamente daremo in mano all'opposizione una vittoria politica che non ha alcuna ragion d'essere. Se noi entriamo nel merito della discussione e non ne facciamo un contenitore riempito di contenuti anti-governativi, restiamo nel merito. Facciamo la nostra corretta azione civile e politica e non diamo in mano all'opposizione una possibile vittoria politica che neanche dovrebbe avere...". 
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]