Migranti, Paolo Ferrero: "Piano Marshall per Nord Africa e Medio Oriente, basta vendere bombe"

15 aprile 2016 ore 14:22, Andrea De Angelis
"In caso estremo l'Austria potrebbe chiudere completamente il Brennero". Lo ha detto 24 ore fa il ministro della Difesa austriaco Hans Peter Doskozil durante una riunione del suo partito, lo Spö, il partito del cancelliere, a Innsbruck. Se l'Italia continuerà a far passare i migranti, ha detto infatti il ministro "potremmo essere costretti a  chiedere alle autorità italiane di fare noi controlli anche sul suo territorio". Affermando che se la situazione dovesse sfuggire al controllo, l'Austria sarebbe  pronta a chiudere i suoi confini. La risposta di Gentiloni non si è fatta attendere. Ieri mattina, durante una visita al Salone del Mobile di Milano, ha detto alla stampa che se l'ipotesi dell'Austria di creare blocchi alla frontiera del Brennero per fermare i migranti in arrivo dall'Italia fosse vera, si tratterebbe di un atto "molto grave. Negativo per l'economia e brutto segnale per l'Europa".  
IntelligoNews ne ha parlato con Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista...

C'è chi parla di invasione, chi di esodo biblico e chi ancora prospetta una estate terribile per l'Italia. Si gioca anche con le parole dicendo che Frontex non riesce a far fronte all'emergenza, ma secondo lei a cosa stiamo assistendo e cosa accadrà da qui a breve?
"L'emergenza è frutto dei cacciabombardieri e delle bombe vendute in Medio Oriente, delle guerre che abbiamo istigato lì come in Nord Africa. Pensiamo alla Libia. C'è gente che scappa dalle guerre, cioè dalla morte. Questa è l'emergenza che, lo ripeto, è frutto della politica fatta dall'Europa e dagli Stati Uniti. Di qualche giorno fa è la notizia che venderemo non so quanti cacciabombardieri al Kuwait, mentre l'Arabia Saudita bombarda lo Yemen con le bombe dell'Occidente. E la gente scappa da sotto le bombe come scappavano gli italiani quando erano bombardate le loro città". 

Altro che guerra di civiltà?
"Credo sia evidente che l'Iraq era più civile con Saddam Hussein, la Libia con Gheddafi e la Siria senza l'Isis. Io non sono mai stato un sostenitore di Hussein, Gheddafi o Assad, ma è evidente che le guerre hanno imbarbarito la situazione. Altro che esportazione della democrazia, quelle guerre hanno prodotto il medioevo".

Migranti, Paolo Ferrero: 'Piano Marshall per Nord Africa e Medio Oriente, basta vendere bombe'
Le cause per lei sono chiare, ma quali le soluzioni? Cosa può fare la politica?
"Ci sono due strade. Una è quella della Lega, ormai maggioranza in Europa. Di fatto si continuano a vendere le armi e si chiudono le frontiere e per quelli che arrivano si mette il filo spinato. Pensiamo al Brennero. Il governo austriaco pratica la politica della Lega, ma a pagare questa strada, oltre ai profughi, saranno Italia e Grecia. Poiché ancora nessuno propone seriamente di affondare le barche con i bambini sopra, vorrà dire che i profughi arrivano e rimangono in Grecia e in Italia. Questa è la linea della Lega". 

Geograficamente si pagheranno scelte politiche?
"Certamente. La politica della Lega va bene all'Austria, non certo all'Italia. Per noi è un disastro. C'è un'altra strada però, ovvero una politica di pace smettendo di vendere bombe. Si fa una politica di cooperazione economica. La gente rimane lì perché non ci sono più bombe, si sviluppa l'economia, si dà una mano. Come fecero gli Stati Uniti con l'Europa dopo la seconda guerra mondiale. Si ricostruì, non hanno aspettato che arrivassimo lì con le navi cariche. Bisogna fare un Piano Marshall per il Nord Africa e il Medio Oriente. Basta bombe, basta guerre. Nel mentre occorre fare dei corridoi umanitari. La gente deve venire su normalmente, non con delle barche gestite dalla criminalità. Se non si vendono le bombe e si fa cooperazione molta gente che viene potrà tornare, in modo civile. Senza morire nel Mediterraneo". 

Per questa seconda strada, dicono alcuni, non ci sono i soldi. Come risponde?
"L'obiezione è falsa. La Banca Centrale Europea sta dando ogni mese 80 miliardi di euro alle banche private. La Bce le paga affinché investano quei soldi. Le banche vengono pagate per prendere i soldi stampati dalla Bce. Questo vuol dire che i soldi ci sono, solo che finiscono nel posto sbagliato. Così non ripartirà mai l'economia! Le banche, anche volessero, non riescono a investire quei soldi perché le imprese non fanno investimenti se non sanno come vendere le loro merci. E se la gente non ha i soldi non è possibile fare investimenti per costruire merci poi invendute. La cosa è molto semplice: bisogna che la Bce metta i soldi per fare un piano per il lavoro europeo e uno per l'accoglienza dei profughi. Punto. Con 80 miliardi al mese si fa l'ira di dio! Non c'è più nessun problema, i soldi basta metterli dove servono visto che ci sono". 
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