Referendum trivelle 17 aprile, guida alle urne: come e quando si vota

15 aprile 2016 ore 16:49, Lucia Bigozzi
Domenica l’Italia va al referendum. Quesito: trivelle sì o trivelle no? Risponderanno gli elettori che domani (17 aprile) si recheranno alle urne. Ma su cosa siamo chiamati a pronunciarci? E come si vota? A queste domande risponde Intelligonews con una guida pratica o, se preferite, con le classiche “istruzioni per l’uso”. 

ORARI. Si vota solo domenica 17 aprile, dalle 7 alle 23. 

COSA SI VOTA.. Gli italiani sono chiamati ad esprimersi sull’abrogazione del comma 17 dell'articolo 6 del decreto legislativo 3 aprile 2006 (numero 152), come sostituito dal comma 239 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, (la numero 208), relativamente alle parole che seguono: “Per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”.  L’attuale norma consente l’attività di ricerca e lo sfruttamento di giacimenti petroliferi o di gas naturale nel territorio nazionale compresi i mari, entro le dodici miglia dalla costa. Coloro che sono favorevoli a cancellare questa possibilità devono votare Sì sulla scheda. Chi è contrario, traccerà una X sulla casella del No. Ma cosa si intende per referendum abrogativo? Intanto va detto che è un istituto previsto dalla Costituzione, al quale si ricorre per decidere l'abrogazione parziale o totale di una legge se lo richiedono almeno cinquecentomila elettori o cinque consigli regionali. Nel caso specifico, sono stati 10 i consigli regionali che hanno chiesto e promosso la consultazione popolare. 

IL SI’ E IL NO. Il comitato nazionale “Vota Sì per fermare le trivelle” sollecita i cittadini a votare a sostegno dell’abrogazione della norma attuale che estende senza più scadenze le concessioni di estrazione e ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa. Il fronte del No è ovviamente a favore di quanto previsto dall’attuale legge e dunque è favorevole al mantenimento delle attività estrattive già regolamentate dal decreto legge. 

CHI VOTA. Alle urne possono andare tutti i cittadini chiamati ad eleggere i parlamentari alla Camera dei Deputati, cioè tutti coloro che hanno compiuto il 18emo anno di età. C’è però una novità: per la prima volta anche gli italiani temporaneamente all'estero potranno partecipare al voto per corrispondenza recandosi presso gli uffici consolari del Paese dove si soggiornano.

QUANDO IL REFERENDUM E’ VALIDO. L’esito della consultazione è considerato valido se vi ha preso parte la maggioranza degli aventi diritto, ovvero il ‘fantomatico’ quorum, ma anche se viene raggiunta la maggioranza dei voti espressi correttamente. In altre parole: il 50 per cento degli iscritti al voto su base nazionale + 1 (elettore). Importante è avere al seguito la tessera elettorale oltre a un documento di identità (passaporto, carta di identità). 

CHI VIVE ALL’ESTERO. Gli elettori che vivono all’estero e sono iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero, riceveranno a casa il plico elettorale. Va ricordaro che è compito del cittadino aggiornare il Consolato circa il proprio indirizzo di residenza. Chi invece, essendo residente stabilmente all'estero, intende votare in Italia, dovrà far pervenire al consolato competente per residenza una specifica dichiarazione su carta libera. La dichiarazione deve essere datata e firmata dall'elettore e accompagnata da fotocopia di un documento di identità del richiedente, e può essere inviata per posta, telefax, posta elettronica anche non certificata, oppure fatta pervenire a mano al Consolato. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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