Duello Boschi-5Stelle, Maria Elena raccoglie la sfida: "Vedremo chi ha maggioranza"

15 dicembre 2015 ore 7:22, Americo Mascarucci
Da donna forte e potente (anche bella per Corradino Mineo, e non solo...) a grattacapo per il Governo. La mozione arriva proprio il giorno dopo la fine della Leopolda, dove lei si fece conoscere dal grande pubblico, quando ancora nessuno (o quasi) poteva immaginare una simile ascesa dell'avvocato toscano. 
"Discuteremo in Aula, voteremo e poi vedremo chi ha la maggioranza".Così il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, risponde in Transatlantico sulla mozione di sfiducia presentata contro di lei dal Movimento 5 Stelle. Il partito di Grillo contesta un conflitto di interessi sulle vicende di compravendita delle azioni di Banca Etruria, l'istituto coinvolto nel dl salva-banche di cui il padre della Boschi era vicepresidente.
Duello Boschi-5Stelle, Maria Elena raccoglie la sfida: 'Vedremo chi ha maggioranza'
 La Boschi dunque va all'attacco, dopo che in sua difesa si era schierato il Premier Matteo Renzi.
"Nessun favoritismo: non abbiamo scheletri nell’armadio" aveva detto il Presidente del Consiglio dal palco della Leopolda, la kermesse renziana che si è svolta questo fine settimana.  "Chi ha sbagliato pagherà, non ci sono mai stati intoccabili – ha tuonato Renzi -  Ma chi pensa di strumentalizzare i morti, personalmente mi fa schifo".
 
Il "caso delle banche" non poteva non essere al centro della due giorni fiorentina, con il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan che, dopo aver parlato della vicenda dal palco, ha pure incontrato una delegazione degli obbligazionisti che protestavano contro il governo per non aver in alcun modo tutelato i risparmiatori. Padoan ha difeso il salvataggio dei quattro istituti e soprattutto ha tentato di smentire l’accusa di aver tutelato i “responsabili” a danno degli azionisti. 
Polemiche pretestuose – le ha bollate il Ministro dell’Economia - perché il decreto ha salvato un milione di depositanti, 12 miliardi di depositi, 200mila imprese con crediti, 6000 lavoratori delle banche. È chiaro - ha aggiunto - che per i risparmiatori truffati ci sono le responsabilità diffuse di chi ha gestito i rapporti con i clienti magari non fornendo ogni informazione: valuteremo caso per caso - assicura il ministro - e prenderemo provvedimenti per evitare che queste cose possano ripetersi". 

Ma è soprattutto il “caso Boschi” ad infiammare la politica italiana. Dopo i 5Stelle anche Forza Italia è pronta a presentare una mozione di sfiducia nei confronti del Ministro con l'accusa di "conflitto d'interessi".  Renzi effettivamente si sta trovando in serie difficoltà perché non può permettersi in alcun modo di buttare a mare la Boschi che è proprio una “figlia della Leopolda” oltre che una fedelissima del Premier. Ma nello stesso tempo il Presidente del Consiglio rischia di incorrere nell’accusa di utilizzare “due pesi e due misure”; perché con altri ministri del suo Esecutivo rimasti coinvolti in episodi politicamente “imbarazzanti” come Nunzia Di Girolamo e Maurizio Lupi invitati a dimettersi per ragioni di opportunità non è affatto prevalso il garantismo. 
Però Renzi la Boschi è pronto a difenderla con le unghie e con i denti. "Sono fiero dei nostri giudici – attacca il Premier -  Nessuno è perfetto ma nessuno potrà sciupare la nostra occasione di cambiare l’Italia con polemiche autoreferenziali. Non ci avrete amici: non ci facciamo guastare la giornata da un titolo di giornale e rispondiamo col sorriso. Siamo stati noi a fare un decreto sulle popolari e ci hanno fatto ostruzionismo. Un intervento andava fatto dai precedenti governi ma non si piange sul latte versato: ora rispettiamo le regole Ue". Poi l’affondo finale: "Fingono di dimenticarsene ma c’era chi aveva una “banca di partito” (Mps, ndr) che ha fatto crac. In questa vicenda da parte del governo non c’è stato nessun favoritismo e chi lo dice sta insultando persone perbene che non meritano di essere messe alla berlina! La verità sarà più forte delle menzogne". Niente male per il Pd visto che le frecciatine di Renzi sono soprattutto in casa, direzione sinistra, verso quei compagni che esultavano al telefono perché "il partito aveva una banca". Tempi andati che però Renzi trova oggi utile rinverdire a qualcuno. 
Le opposizioni però picchiano duro. Alessandro Di Battista annuncia la presentazione di una mozione di sfiducia verso il Ministro e Forza Italia è pronta a fare altrettanto. Nel Pd c'è sicuramente forte imbarazzo per una vicenda che potrebbe politicamente ingarbugliarsi in mettere in seria difficoltà il Governo. Perché mai come stavolta il caso politico arriva a sfiorare proprio il Pd renziano. 
 

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