Non lascia, ma raddoppia: il "cattivo d'America" alza il prezzo di un altro farmaco?

15 dicembre 2015 ore 8:30, Andrea De Angelis
Non lascia, ma raddoppia: il 'cattivo d'America' alza il prezzo di un altro farmaco?
Lo scorso settembre il suo nome fece il giro del mondo e venne etichettato dai media come "l'uomo più cattivo d'America". C'è chi ironicamente ha detto che si trattava di un complimento eccessivo e chi ancora ha sottolineato come tale definizione possa valere solo se accompagnata dalla parola "conosciuto". Resta il fatto che il suo caso sconvolse l'opinione pubblica a stelle e strisce, facendo intervenire addirittura Hillary Clinton, erede virtuale di Barack Obama alla Casa Bianca. 
La candidata alla presidenza degli Stati Uniti d’America scrisse infatti in un tweet che “la frode sui prezzi dei medicinali è oltraggiosa. Esporrò un piano per affrontare il problema”. Immediata la risposta a Wall Street dove Arca, Valeant e Biotech hanno subito il 10% di perdite, e solo allora Martin Shkreli intervenne con la seguente dichiarazione: “Abbiamo deciso di abbassare il prezzo di Daraprim a un punto tale che sia più conveniente”, la dichiarazione è stata raccolta da ABC News, tuttavia il chief executive officer di Turing Pharmaceuticals AG non ha detto però quale sarà nuovo prezzo.

L'aumento di prezzo del medicinale è pari al 5000%: è passato da 13.5 dollari a pastiglia a 750. Ora il brevetto è di proprietà di Turing Pharmaceuticals di proprietà di Martin Shkreli.
Il quale, a distanza di poco più di due mesi e incurante del Natale (altro che tutti più buoni) sembra volersi ripetere. Non lascia dunque, semmai raddoppia. Anzi triplica, centuplica e via dicendo. Secondo il New York Times il trentaduenne starebbe infatti pensando di vendere in esclusiva negli Stati Uniti a prezzi esorbitanti il medicinale che cura la malattia trasmessa dal "kissing bug". 
Secondo quanto riporta il noto quotidiano "l’odiato" Shkreli avrebbe appena acquistato una quota di maggioranza in KaloBios Pharmaceuticals, il che gli permetterebbe in futuro di far vendere in esclusiva per cinque anni negli Stati Uniti il benznidazole, la molecola che compone la medicina comunemente usata in America Latina per trattare il Morbo di Chagas, che in quelle zone colpisce ben otto milioni di persone. Il farmaco relativo negli Usa non è mai stato approvato dalla Food and Drug Administration, ma i Centers for Disease Control and Prevention lo stanno distribuendo gratuitamente in via sperimentale a centinaia di migliaia di cittadini.
Il New York Times riporta che il benznidazole in America Latina attualmente costa tra i 50 e i 100 dollari per due mesi di trattamento. Fonti del giornale riferiscono che Martin Shkreli avrebbe detto in una conference call con gli investitori di KaloBios che se la società avesse ottenuto dalla FDA l’approvazione per il farmaco, avrebbe potuto imporre un prezzo simile a quello del sofosbuvir che cura l’epatite C, che si attesta negli Usa tra i 60mila e i 100mila dollari a ciclo di trattamento

Interpellato ufficialmente dal giornale americano sui dettagli dell’operazione, Martin Shkreli non ha rilasciato dichiarazioni. Il che è abbastanza prevedibile. Meno è comprendere fino in fondo come funzioni esattamente il mercato dei farmaci (ammesso che sia corretto ed eticamente lecito usare questo termine) negli Stati Uniti. E chissà se questa volta basterà un cinguettio della Clinton per sollevare un nuovo polverone. 


caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]