Gerusalemme, auto come missile contro passanti: 11 feriti e attentatore ucciso

15 dicembre 2015 ore 10:31, Lucia Bigozzi
Gerusalemme, auto come missile contro passanti: 11 feriti e attentatore ucciso
Un’auto lanciata come un missile sulla folla. Nel Medio Oriente in fiamme tra Iraq e Siria, l’attentato di Gerusalemme è nuova benzina sul fuoco. Dopo l’Intifada dei coltelli, ieri un palestinese ha scatenato terrore e morte lanciando la sua auto contro una stazione degli autobus colpendo undici persone: una è in condizioni gravissime e tra i feriti ci sarebbe anche un bambino di diciotto mesi. Gli esperti della polizia israeliana hanno “neutralizzato” l’attentatore che è stato poi ucciso: era armato, secondo quanto ha spiegato il portavoce della polizia Luba Samri. Si tratta di un palestinese che vive nella parte est della città; nella sua auto le forze speciali israeliane hanno rinvenuto un’ascia. L’attacco è avvenuto nei pressi del Ponte di Calatrava, all’ingresso di Israele. La scia di sangue non si ferma e si riaccende la tensione in una città blindata, senza contare che l’allarme riguarda in particolare tutta l’area della Cisgiordania. Per il premier Benyamin Netanyahu, Israele sta fronteggiando “un nuovo tipo di terrore, una nuova sfida non solo per noi ma per il mondo intero. Non ho dubbi che la vinceremo”. Così il governo alza le difese e da ieri è stato incrementato il rafforzamento delle misure di sicurezza soprattutto a bordo dei mezzi pubblici, con barriere che sono state innalzate nei pressi delle fermate. Le undici persone ferite durante l’attacco di ieri, stavano attendendo il pullman nella stazione dove è piombata la macchina dell’attentatore a folle velocità. E proprio a fronte della situazione di alto pericolo in tutta la città è stata ristabilita la guardia armata a bordo di tram e autobus, con l’ausilio di pattuglie che scortano i mezzi pubblici di trasporto. Si tratta di una misura straordinaria che fu introdotta nel 2007 all’inizio della Prima Intifada, poi fu revocata ma da ieri il governo ha deciso di ripristinarla. Il sindaco di Gerusalemme, Barkat, ha dichiarato che l’innalzamento delle misure di sicurezza a bordo dei mezzi pubblici avrà un costo di 2 milioni di shekel, corrispondenti a circa 500mila euro, sottolineando poi l’urgenza e la necessitò di tutelare la vita dei cittadini negli spostamenti quotidiani. 

REAZIONI DALLA PALESTINA. Il presidente palestinese, Abu Mazen,  da  Ramallah ha affermato che la nuova ondata di violenza e terrore a Israele e in Cisgiordania “è il risultato della disperazione dei giovani palestinesi per il fallimento della soluzione dei 2 Stati e le visite di israeliani nella moschea di Al Aqsa”. La cosa inquietante è che secondo un sondaggio del ‘Palestinian Center for Policy and Survey’(Psr) e del ‘Centro Conrad Adenauer Stiftung’ , 67% dei palestinesi è favorevole agli attacchi con i coltelli contro  gli israeliani, ma il 73% è contrario al fatto che possano essere compiuti da giovani studentesse. Israele, blindata, tra terrore e sangue. 
 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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