Richard Gere in Italia fa il “guru” anti-terrorismo: ispirato da "Papa e Dalai Lama"

15 dicembre 2015 ore 11:53, intelligo
Richard Gere in Italia fa il “guru” anti-terrorismo: ispirato da 'Papa e Dalai Lama'
Papa Francesco e il Dalai Lama: è l’incontro che Richard Gere sogna e declina in occasione del tour tutto italiano per presentare il suo ultimo film “Franny”, nelle sale cinematografiche dal 23 dicembre. “Dovrebbero dialogare per aiutare il pianeta, perché sia più saggio, compassionevole e meno violento. Il Papa e il Dalai Lama sono oggi le persone più rispettate al mondo, sono al picco del loro potere, dovrebbero porre fine alla follia del mondo, insegnare la salute mentale”, spiega Gere immaginando il faccia a faccia da il capo della Chiesa cattolica e il capo del Buddismo con un riferimento neanche troppo indiretto ai pericoli che il mondo sta correndo tra guerre mai chiuse e l’avanzata dell’Isis con gli attacchi terroristici che hanno devastato la Francia ma hanno colpito anche l’America, come la recente strage di San Bernardino, ha ampiamente dimostrato. Proprio sull’attacco al Centro per disabili, in California, l’attore americano torna su un tema di estrema attualità: l’uso delle armi. “Gli Usa sono il paese al mondo con più armi: credevo che dopo la sparatoria ci sarebbe stata una sollevazione popolare contro le armi, viceversa è accaduto il contrario, al grido di 'dobbiamo difenderci di più'. Negli Usa anziché alla cause si guarda agli effetti, e per di più quando è ormai troppo tardi: io sono contrario all’iper-sorveglianza e allo spirito di vendetta che si sente in giro, al contrario, bisognerebbe puntare sulla saggezza degli esseri umani”. L’ex sex-simbol di American Gigolò nell’intervista a Repubblica, esprime un desiderio in vista dell’anno nuovo, sempre nel segno del pacifismo e della cooperazione tra i popoli. L’augurio per il 2016 è semplice, ma efficace: “Auguro più pazienza. Ci sono troppi motivi per cui diventiamo pazzi e violenti, quindi spero che si riesca tutti a prenderci un po’ di spazio per fare un passo indietro e guardare le cose nel loro complesso. Il mondo dovrebbe imparare a reagire non sull’onda della paura e dell’ansia ma a cercare di capire perché accadono certe cose. E’ un periodo difficile, dobbiamo esprimere tutta la saggezza di cui siamo capaci. Ci vuole molto coraggio”.

Quanto al suo ultimo film, ci sono passaggi che richiamano i concetti cari a Richard Gere quando parla della società di oggi. L’attore americano veste i panni di un filantropo (Franny, appunto) che dopo tanti anni ritrova Olivia la figlia dei suoi più cari amici (solo una coppia), sposata e in attesa di un figlio. La narrazione si svolge seguendo il filo della vita di Franny che a un certo punto deciderà di dare una svolta a quello che fino a quel momento della sua esistenza è riuscito a compiere, ma che in realtà, non è stato per lui motivo di gioia interiore. Infine, un sogno nel cassetto, questa volta tutto cinematografico, per l’affascinante Richard Gere: girare un film con Bernardo Bertolucci. 

LuBi 
autore / intelligo
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