Francia, Casapound: "E' democrazia solo se si vota il sistema? La lezione dice a Salvini che..."

15 dicembre 2015 ore 12:24, Marco Guerra
Francia, Casapound: 'E' democrazia solo se si vota il sistema? La lezione dice a Salvini che...'
“La lezione francese dice a Salvini che solo attraverso la creazione di un polo identitario può arrivare a sfidare Renzi e il Pd”. Simone Di Stefano, presidente di Sovranità e CasaPound, commenta per IntelligoNews il voto in Francia e invita il leader della Lega a stare alla larga dalla tentazione di una coalizione con i cosiddetti moderati: “il carrozzone di centro-destra ha già fallito”.

In Francia quale democrazia ha vinto? Sembra impossibile che un partito non organico al sistema arrivi al governo?

“Il discorso è che prima o poi la democrazia arriva, se continua così il Fronte Nazionale avrà la maggioranza assoluta e quando avrà raggiunto il 51% dei consensi qualcuno prenderà atto che la maggioranza dei francesi condivide le battaglie della Le Pen. Perché ora sembra ci sono dei francesi pazzi che stanno con il Front e poi c’è il mondo buono che li combatte. Insomma stiamo parlando di una forza che ha preso il 40% ai ballottaggi, quasi la metà dei francesi lo ha votato. Questo è il dato, ma come si fa a parlare di schiaffo al Front quando Marion le Pen a 26 anni prende il 46% e gli altri tutti insieme, con tutto l’apparato che li sostiene, prendono il 54%? Purtroppo sembra che la democrazia funziona solo se la gente vota quello che vuole il cosiddetto sistema”.

Quindi non esistono più destra e sinistra? Sarkozy e Hollande cosa rappresentano?

“Secondo Marine Le Pen il mondialismo. Sostanzialmente è vero loro incarnano quella visione favorevole all’immigrazione senza confini e favorevole a tutto quello che propone l’Ue e il cosiddetto mondo Occidentale. Mentre dall’altra parte c’è chi vuole la patria, i confini e un’identità. Così si divide il mondo. Che mondializzatori siano di destra o sinistra cambia poco. Perché nei fatti le politiche non cambiano. E questo è ormai così dappertutto e speriamo che anche in Italia avvenga questa polarizzazione dello scenario politico per fare chiarezza”.

Lo scrittore e filosofo francese Alain de Benoist sostiene che il migrante sia progressivamente divenuto la figura centrale di tutte le costruzioni ideologiche della nuova sinistra cosmopolita, perché il proletario e l’impiegato sono rimasti troppo legati a “valori di destra” come il protezionismo economico e sociale, la sovranità e la famiglia. Immagino che lei concordi appieno con queste affermazioni…

“Assolutamente sì, sono anni che noi lo diciamo in Italia da quando è nata CasaPound e lo continuiamo a dire ora che CasaPound ha varato il soggetto identitario Sovranità. La sinistra ha abbandonato le istanze popolari per altre battaglie in favore dell’immigrazione, dei matrimoni gay e della libertà senza freni, scordandosi della casa, del lavoro. La stessa critica alla globalizzazione oramai la facciamo solo noi del polo identitario. Un comunista non criticherà mai una fabbrica viene chiusa in Italia per essere aperta in Cina o in Bangladesh, perché così si porta lavoro a qualche altro proletario del mondo. Perciò è normalissimo che le classi popolari votino per soggetti identitari come la Le Pen”.

Fatto sta che Tsipras non ha suscitato gli stessi timori della Le Pen, in Europa è stato accolto quasi a braccia aperte…

“Ma certo perché Tsipras non critica l’impianto ideologico dell’Unione Europea e della globalizzazione. Per cui è perfetto, anzi l’elite mondialiste vedono di buon occhio se il popolo si affida al demiurgo di sinistra. Ma quando un leader politico dice “no euro”, “sovranità nazionale”, “controlliamo i confini” lì inizia ad essere pericoloso. Tsipras queste cose non le ha dette e soprattutto non le ha fatte. Né lui né Podemos saranno mai uno spauracchio per il potere internazionale perché questa sinistra porta in sé il germe del mondialismo”.

Quindi qual è la lezione francese? Salvini non può fare a meno dell’abbraccio di Berlusconi?

“No, dice a Salvini l’esatto contrario, ovvero che deve andare da solo per essere più credibile. Ma come si fa a governare insieme a chi tifava per Sarkozy? Ovvero tifa per l’altra parte, il polo della globalizzazione. Il polo identitario non può tollerare personaggi che stanno nel Ppe. Possiamo far finta alle elezioni di stare tutti insieme ma poi come la governi la Nazione? Ci vuole chiarezza e bisogna essere in grado di andare da soli. Io penso che se Salvini creasse il soggetto identitario che tutti chiedono – gli unici che non lo vogliono sono Berlusconi e quattro vecchi arnesi della Lega che vogliono il partito solo al Nord – questo supererebbe anche i Cinque stelle e si andrebbe a giocare il ballottaggio con Renzi. A quel punto la partita è apertissima perché è più probabile che Renzi sia votato dagli elettori di Berlusconi che non da quelli dei Cinque Stelle. Non si vince invece con il carrozze di centro- destra. In Italia i governi che mettono insieme di tutto cadono come pere mature ogni volta che ci si scontra su temi fondamentali. E successo a Prodi e a Berlusconi e succederà ancora se si vorrà andare tutti insieme. C’è legge elettorale nuova, Salvini deve fare un polo identitario lontano dal Ppe e lontano da mondialisti e globalizzatori”.
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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